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Un bianco e un rosso prodotti nel territorio modenese ai primi posti fra le coltivazioni naturali
Tra gli agricoltori modenesi c’è una spiccata predisposizione per le coltivazioni naturali, almeno a giudicare dai riconoscimenti che hanno ottenuto nelle ultime settimane. Il primo concorso per i migliori vini biologici dell’Emilia Romagna, quelli cioè ricavati da uve coltivate senza l’impiego di Ogm, pesticidi, concimi e altre sostanze chimiche di sintesi, è stato infatti vinto da due vini prodotti nel territorio di Modena. Si tratta di un bianco, che con il punteggio più alto in assoluto si è affermato come il vero re della selezione, ed è il Pignoletto Reno doc, anno 2005, dell'azienda agricola Bonezzi, di San Damaso. Un vino frizzante secco, dal profumo e dal sapore fruttati e dal retrogusto tipicamente amarognolo del pignoletto, che con 1007 punti su 1200 ha sbaragliato gli altri 11 concorrenti, 5 bianchi e 6 rossi, tra i migliori vini bio della regione.
Il primo classificato tra i rossi, invece, è stato il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro doc, tipo amabile, anche questo della vendemmia 2005. Questo vino frizzante di colore rosso rubino, dal profumo fruttato è prodotto dall’azienda agricola Folicello di Manzolino di Castelfranco Emilia.
I premi del concorso regionale ‘Francesco Aggazzotti 1874’ sono stati conferiti nei giorni scorsi a Carpi dove una giuria di rappresentanti delle due principali organizzazioni italiane di sommelier, Ais e Fisar hanno assaggiato e valutato le diverse selezioni di vini.
La competizione, al suo primo anno di svolgimento, è intitolata al noto agronomo ed enologo modenese che nel 1874 pubblicò un volume sulle oltre cento varietà di vitigni coltivati in quell’epoca nelle sue terre. L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione italiana agricoltura biologica (Aiab) Emilia Romagna, e da quella regionale dei produttori bio, Prober.
E sempre in tema di biovini, anche l’associazione dei giovani della Coldiretti quest’anno ha dato il via ad un concorso nazionale chiamato ‘Oscar Green’ al fine di premiare le imprese e gli imprenditori più virtuosi che con la loro attività testimoniano il legame con il territorio, la qualità dei prodotti, il rapporto con gli altri soggetti della filiera. Anche in questo caso i produttori modenesi si sono distinti e tra i vincitori della prima edizione promossa da ‘Giovani Impresa’, nella sezione Sostenibilità e tutela dell’ambiente, sul gradino più alto del podio è salita la società agricola ‘Lepre Bianca’ di Ravarino che coltiva 34 ettari a frutteto e vigneto biologico, usa le tecniche più avanzate per ridurre l’uso di fitosanitari e destina cinque ettari della superficie aziendale a fasce boscate quali ‘corridoi ecologici per la vita di insetti e fauna che mantengono l’equilibrio biologico a vantaggio del frutteto e dell’ecosistema generale’.
Il Resto del Carlino, 11 dicembre 2006
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