| GINNASI, STOP ALLO SCIOPERO DELLA FAME |
|
|
|
| Monday 11 December 2006 | |
|
Dopo due settimane di protesta estrema, Elisabetta Ginnasi ferma lo sciopero della fame. Ancora email di solidarietà dei lettori. Scrive anche Federbio.
Abbiamo seguito per più di due settimane con passione e preoccupazione la vicenda della piccola azienda agricola Ginnasi e della sua proprietaria, Elisabetta, che dal 20 novembre faceva lo sciopero della fame per protestare contro la decisione del comune di Ronciglione, in provincia di Viterbo, di espropriare 11 ettari di terreno all'azienda, praticamente il fulcro della stessa, per costruire un centro industriale espositivo. L'ennesima cattedrale nel deserto che, grazie alla poca lungimiranza di una delle tante amministrazioni comunali italiane spinte all'azione da fantomatici progetti di sviluppo, sorgerà dal nulla in una zona a completa vocazione agricola, cercando sviluppo improbabile dove sviluppo già esiste. Lo sviluppo rappresentato dalle piccole e innumerevoli realtà produttive disseminate sul territorio italiano che fanno dell'amore per la terra e del rispetto per l'ambiente la propria bandiera. Probabilmente un tipo di “sviluppo” che non fa abbastanza gola alle amministrazioni locali. Comunque questa storia ha trovato una sua fine, e non si tratta del classico lieto fine in cui tutti si abbracciano felici e contenti, ma semplicemente di una conclusione per resa, un nulla di fatto. Il piccolo Davide-Ginnasi ha tentato di sfidare Golia-Ronciglione, ma per ora ha fallito, preso per stanchezza da un pragmatismo burocratico che poco comprende le motivazioni di chi si batte, mettendo a rischio anche la propria vita, per motivi ideali, l'amore per la propria terra. Elisabetta Ginnasi ha dovuto interrompere il suo sciopero della fame per motivi di salute e per ora a nulla è servito (sembra) il suo gesto, se non (forse) a richiamare l'attenzione di qualcuno sui valori che muovono le piccole realtà produttive dell'Italia bio e non. Alleghiamo un breve comunicato inviatoci da Marco Ginnasi, nipote di Elisabetta: Gli ultimi sviluppi sono la sospensione dello sciopero della fame in seguito alle condizioni fisiche della signora Elisabetta Ginnasi e a due incontri che si sono svolti nella giornata di ieri, il primo incontro è avvenuto nella mattinata del 7 dicembre tra il sindaco e il direttore provinciale della coldiretti dove è stato deciso di aprire un tavolo di discussione per la prossima settimana, e il secondo in tarda serata verso le 21 quando le sorelle Ginnasi sono state convocate dal Sindaco per un incontro con la maggioranza. Nell incontro il Sindaco ha ribadito nuovamente le sue convinzioni sulle due zone sia industriale che fieristica considerando l'attuale localizzazione come la migliore. Da parte delle signore Ginnasi invece è emersa assoluta contrarietà a entrambe le zonizzazioni considerandole immotivate e inopportune in una realtà rurale come quella di Ronciglione. In relazione alle condizioni fisiche della sig. Ginnasi Elisabetta, che ha protratto di 5 giorni il termine datole dal medico di famiglia, che da sabato si era esonerato da qualsiasi responsabilità consigliandole il ricovero in ospedale per un controllo generale e la reintroduzione di alimenti avendo subito sicuramente uno squilibrio elettrolitico. e in seguito alla decisione di organizzare un incontro, entro la prossima settimana, tra il Sindaco le associazioni di categoria degli agricoltori, le associazioni provinciali produttive, e dei proprietari interessati, lo sciopero della fame dopo 17 giorni è stato sospeso. Marco Ginnasi portavoce Azienda Ginnasi ------------- Alleghiamo le email di solidarietà giunte in redazione: Egregio Sig. Sindaco, apprendiamo dalla stampa e dai network specializzati che è ancora in atto la protesta estrema della famiglia Ginnasi in opposizione al previsto esproprio di parte consistente della superficie aziendale in attuazione di un intervento edificatorio di natura “industriale-espositiva” previsto dal nuovo PRG comunale. Non abbiamo elementi sufficienti per entrare nel merito della vicenda ma dalle notizie pubblicate ci appaiono perseguibili soluzioni in grado di conciliare le scelte urbanistiche del Comune di Ronciglione con la necessità di evitare gravi danni all’impresa agricola biologica della famiglia Ginnasi, specie in considerazione del fatto che l’intervento in questione rappresenta solo una parte dell’intera operazione edificatoria. E’ paradossale che per favorire l’economia e le produzioni locali si proceda ad espropriare terreni agricoli produttivi, danneggiando così in maniera irreparabile una parte significativa dell’economia locale. La nostra esperienza e quella di molte Amministrazioni realmente impegnate per supportare le imprese del proprio territorio dimostra che di tutto c’è bisogno oggi tranne che di cemento e di moltiplicare centri espositivi se veramente si vuole favorire la fruizione del territorio e la promozione dei prodotti agricoli e alimentari di qualità. Per questi motivi, oltre ad esprimere a nome della Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica (FederBio) la solidarietà alla famiglia Ginnasi con la presente siamo a chiedere a Lei, alla Giunta e a tutto il Consiglio comunale di fare ogni sforzo per trovare una soluzione pianificatoria compatibile con la sopravvivenza di un’impresa agricola vitale e innovativa del territorio del Comune di Ronciglione. Distinti saluti. Il Presidente FederBio Paolo Carnemolla ------------------- Caro Sindaco, solo recentemente sono venuto a conoscenza del problema della Signora GINNASI. Da quello che leggo sembra ci debba essere un epilogo infelice, a vantaggio (forse-non si sa) del Comune di Ronciglione. Un passo dell’articolo appena letto richiama la mia attenzione ad un vecchio problema legato agli espropri. In particolare, viene assicurato un: “lauto rimborso relativo all’esproprio…”, qui si parla del frutto di un lavoro costante nel rispetto dell’ambiente e della salute dei diretti consumatori dei prodotti dell’azienda; senza considerare che il rimborso non coprirà mai il lavoro della famiglia GINNASI, proprio perché certe realtà non hanno prezzo. Il mestiere di contadino non è come tutti gli altri, ogni giorno hai un contatto unico con un organismo vivente: la tua terra. Con questo io porto tutta la mia solidarietà a degli uomini che hanno come punto di riferimento la loro terra ed il territorio ai quali loro sono legati, come lo è Lei. Certo di aver suscitato almeno una minima riflessione, Le porgo cordiali Saluti. Federico Calviello ----------------------- Per chi si fosse perso le puntate precedenti, eccoun paio di link di riferimento per ricostruire la vicendadell'azienda biologica Ginnasi di Ronciglione, in provincia diViterbo: Ginnasi, continua lo sciopero della fame Emiliano Angelelli Greenplanet, 11 dicembre 2006
Set as favorite
Bookmark
Email This
Hits: 1306 Commenti (0)
![]() Scrivi commento
Si deve essere connessi al sito per poter inserire un commento. Registratevi se non avete ancora un account.
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|
|
| | | |