Il convegno ha messo in evidenza il ruolo che possono avere i media nel testimoniare l’impegno delle associazioni e degli oltre due milioni e mezzo di italiani che ne sono coinvolti, con donazioni che superano i 600 milioni di euro, destinate a bambini di 110 Paesi del Sud del mondo. In particolare, è stato presentato il “Patto per un’informazione Solidale”, un documento d’intenti tra operatori delle associazioni e dei media che si prefigge di migliorare la qualità e la quantità dell’informazione sul Sud del mondo, superando logiche di spettacolarizzazione della notizia.
Alle diverse personalità delle istituzioni e del mondo della comunicazione intervenute al convegno, oltre che al pubblico presente, è stato ribadito il significato di questa particolare forma di sostegno allo sviluppo, individuale e collettivo, da non intendersi come assistenzialismo ma come scelta concreta ed efficace di partecipazione attiva dei cittadini alla cooperazione internazionale.
Il Sostegno a distanza, così come l’Adozione a distanza permettono al bambino di mantenere le sue radici, di crescere nella sua famiglia, di continuare a vivere nella sua terra, tra la sua gente, senza rinunciare alla propria cultura e tradizione. Inoltre, garantiscono lo sviluppo sostenibile di intere comunità e regioni, la costruzione di un vincolo di solidarietà, la conoscenza di realtà lontane.
Al convegno ha partecipato la Ministra per la famiglia Rosy Bindi: nel suo intervento, oltre ad affermare che l’adozione internazionale è l’ultima soluzione cui ricorrere, ha sottolineato che ogni bambino africano in difficoltà vive meglio nella sua terra, anche quando privo di genitori.
Ed è questo il migliore dei risultati che il sostegno a distanza permette di realizzare.
Naturalmente, ogni associazione che promuove il Sostegno e l’Adozione a Distanza deve garantire la massima correttezza e trasparenza nella gestione e destinazione delle risorse. Deve inoltre tenere costantemente informati i donatori sull’utilizzo dei contributi e sugli effetti per la vita dei beneficiari. E’ questo il modo migliore e più efficace per consolidare e accrescere la loro fiducia.
A questo scopo e per fornire maggiori garanzie ai donatori, il Forum permanente per il Sostegno a distanza ha realizzato la Carta dei principi e la Carta dei Criteri di Qualità a cui le Associazioni aderenti devono attenersi.
Il 15 novembre si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dei risultati di “Amore” trasmissione, condotta su RAI Uno da Raffaella Carrà, che ha avuto il pregio, non senza qualche critica, di sensibilizzare e informare il pubblico italiano sulle condizioni di vita di molti bambini del Sud del mondo, promuovendo il sostegno a distanza come strumento efficace per garantire loro un futuro migliore.
La Carrà si è detta soddisfatta del risultato: a lei va l’indubbio merito di aver trattato un tema sociale così delicato all’interno di un programma di intrattenimento del sabato sera.
Inoltre, lei stessa si è resa di fatto testimone delle associazioni coinvolte, convincendo così tante persone a sottoscrivere un’Adozione a distanza.
Anche Carlo Romeo, direttore del Segretariato Sociale, ha espresso la sua soddisfazione, perché la trasmissione “Amore” ha rappresentato un primo e significativo intervento nella programmazione del palinsesto RAI in prima serata. L’auspicio è che il 2007 veda rinnovato questo impegno, seppure in forma e orario diversi e che diventi un appuntamento fisso anche in futuro.
Le associazioni presenti hanno sollecitato la realizzazione delle due puntate saltate nella precedente edizione, per raccontare attraverso filmati e testimonianze i risultati e gli interventi realizzati.
L’esito della trasmissione è stato davvero soddisfacente: circa 90.000 bambini sono ora sostenuti a distanza da una persona o da una famiglia che li aiuta a crescere nella loro terra.
Il numero è ancora in crescita perché l’effetto della trasmissione prosegue tuttora.
I contatti trasmessi alle 15 Associazioni coinvolte sono stati più di 136.000.