Attenzione a carni e pasta fresca. "Trovati batteri in molti campioni per poca igiene nelle procedure di lavorazione e per gli addetti".
BOLOGNA, 31 GENNAIO 2006 - La speranza e' che nel 2005 le cose siano decisamente migliorate, perche' il rapporto annuale per il 2004 stilato dalle sezioni provinciali dell'Arpa dell'Emilia-Romagna sugli alimenti che ogni giorno acquistiamo e consumiamo lascia spazio ad un pizzico di inquietudine.
Nel mirino dell'Osservatorio chimico-microbiologico sono finite, in particolare, le carni e la pasta fresca. Nessun allarmismo, ben inteso, ma, dicono dall'agenzia regionale per l'ambiante, durante la trasformazione di certi prodotti le aziende dovrebbero stare piu' attente ai processi di lavorazione. "Problemi di salubrita'- si legge nel rapporto- per la presenza di indici di patogeni in percentuali particolarmente elevate di campioni di carni suine, bovine e avicunicole".
I controlli effettuati sulle prime due tipologie hanno evidenziato che la carica batterica supera per l'80% dei campioni il valore guida (oltre il quale scatta il livello di attenzione), mentre nel 29,2% dei casi si colloca oltre il valore limite, il che significa che non e' accettabile.
Il 3,2% delle carni suine e bovine e' risultato positivo alla salmonella, batterio presente nel 9,6% delle carni di pollo, tacchino e coniglio analizzate dagli esperti nel 2004.
Tracce anche di lesteria monocytogenes (particolarmente pericolosa in gravidanza) nel 14,2% delle carni bovine e suine e nel 5,6% di quelle bianche.
Note dolenti anche per le paste fresche all'uovo farcite e non, che raggiungono percentuali di non conformita' per carica batterica (con superamento dei valori guida) del 65,7% e per indici patogeni del 6,7%.
Il suggerimento dell'Osservatorio e' un maggiore attenzione all'igiene delle attrezzature e all'igiene personale degli addetti al confezionamento. La cottura elimina, va ricordato, gran parte dei potenziali rischi. In ogni caso e' bene tenere gli occhi aperti.
Quanto alle uova, i tecnici non hanno riscontrato in quelle fresche presenza di salmonella.
Diversa la situazione evidenziata dalle analisi sui prodotti a base di carne (salsicce, hamburger e affini), che sono risultati oltre la soglia di attenzione nel 45% dei casi. Il 46,8% dei "manipolati misti crudi" da cuocere, si legge ancora nel report di Arpa, e' contaminato da Staphilococcus aureus.
"Potrebbero essere meglio gestiti processi di preparazione, lavaggio e centrifugazione" delle verdure lavate, per le quali e' stata riscontrata una carica microbica alta (con il 38,6% dei campioni oltre il valore limite). Quanto alle micotossine, presenti di solito in cereali, frutta secca, semi oleaginosi e spezie, Arpa conferma che i pistacchi, sopratutto quelli provenienti da Turchia, Indian, Iran, sono i piu' a rischio.
Buone notizie sul fronte degli additivi chimici, per i quali non sono state riscontrate irregolarita'.
Rimane tuttavia comune la frode di etichettare come olio extravergine di oliva un prodotto che all'analisi risulta privo delle caratteristiche necessarie a fregiarsi del "titolo" o dichiarare senza glutine alimenti che sono risultati invece positivi (il 7,1% dei campioni).
Infine, una curiosita': dei 48 alimenti da agricoltura biologica analizzati, uno e' risultato al microscopio essere stato realizzato con materie prime "geneticamente modificate".
Nel mirino dell'Osservatorio chimico-microbiologico sono finite, in particolare, le carni e la pasta fresca. Nessun allarmismo, ben inteso, ma, dicono dall'agenzia regionale per l'ambiante, durante la trasformazione di certi prodotti le aziende dovrebbero stare piu' attente ai processi di lavorazione. "Problemi di salubrita'- si legge nel rapporto- per la presenza di indici di patogeni in percentuali particolarmente elevate di campioni di carni suine, bovine e avicunicole".
I controlli effettuati sulle prime due tipologie hanno evidenziato che la carica batterica supera per l'80% dei campioni il valore guida (oltre il quale scatta il livello di attenzione), mentre nel 29,2% dei casi si colloca oltre il valore limite, il che significa che non e' accettabile.
Il 3,2% delle carni suine e bovine e' risultato positivo alla salmonella, batterio presente nel 9,6% delle carni di pollo, tacchino e coniglio analizzate dagli esperti nel 2004.
Tracce anche di lesteria monocytogenes (particolarmente pericolosa in gravidanza) nel 14,2% delle carni bovine e suine e nel 5,6% di quelle bianche.
Note dolenti anche per le paste fresche all'uovo farcite e non, che raggiungono percentuali di non conformita' per carica batterica (con superamento dei valori guida) del 65,7% e per indici patogeni del 6,7%.
Il suggerimento dell'Osservatorio e' un maggiore attenzione all'igiene delle attrezzature e all'igiene personale degli addetti al confezionamento. La cottura elimina, va ricordato, gran parte dei potenziali rischi. In ogni caso e' bene tenere gli occhi aperti.
Quanto alle uova, i tecnici non hanno riscontrato in quelle fresche presenza di salmonella.
Diversa la situazione evidenziata dalle analisi sui prodotti a base di carne (salsicce, hamburger e affini), che sono risultati oltre la soglia di attenzione nel 45% dei casi. Il 46,8% dei "manipolati misti crudi" da cuocere, si legge ancora nel report di Arpa, e' contaminato da Staphilococcus aureus.
"Potrebbero essere meglio gestiti processi di preparazione, lavaggio e centrifugazione" delle verdure lavate, per le quali e' stata riscontrata una carica microbica alta (con il 38,6% dei campioni oltre il valore limite). Quanto alle micotossine, presenti di solito in cereali, frutta secca, semi oleaginosi e spezie, Arpa conferma che i pistacchi, sopratutto quelli provenienti da Turchia, Indian, Iran, sono i piu' a rischio.
Buone notizie sul fronte degli additivi chimici, per i quali non sono state riscontrate irregolarita'.
Rimane tuttavia comune la frode di etichettare come olio extravergine di oliva un prodotto che all'analisi risulta privo delle caratteristiche necessarie a fregiarsi del "titolo" o dichiarare senza glutine alimenti che sono risultati invece positivi (il 7,1% dei campioni).
Infine, una curiosita': dei 48 alimenti da agricoltura biologica analizzati, uno e' risultato al microscopio essere stato realizzato con materie prime "geneticamente modificate".
Resto del carlino, 31 gennaio 2006



