Le macchinette sono un approdo sicuro per chi
La Repubblica, 30 gennaio 2006
Una mela al giorno toglie il medico di torno. Anche un bel succo non zuccherato, una porzione di insalata bio, una merendina del Commercio equo & solidale. Tutti insieme appassionatamente in uno degli 800.000 asettici distributori di cibo "da tasca" che servono quotidianamente 17 milioni di clienti.
Altro giro, altro distributore. Bidoncino o bottiglia con tappo ermetico in una mano, un euro nell´altra. Comprare il latte nella macchinetta all´angolo della strada sta diventando un esercizio goloso, sano, economico, rispettoso del lavoro degli agricoltori che si impegnano in una produzione di qualità penalizzata per troppi anni.
La guerra virtuosa contro obesità e allergie si è arricchita nelle ultime settimane di un nuovo, benemerito esercito elettronico di vending machine colme di frutta, bevande, merendine buone&sane.
Così concepito, il nuovo slot food funziona anche da approdo sicuro nei confronti dei dannati dell´orario, in perenne lotta con gli orari di chiusura dei negozi e finora obbligati alla dispersione commerciale dei supermercati, dove la spesa è spesso un lungo esercizio di pazienza e file coi carrelli.
Intrapreso in sordina e con poche speranze di riuscita, l´esperimento ha avuto un successo così istantaneo e clamoroso da indurre molto amministrazioni comunali a chiedere l´adeguamento delle vending in dotazione in scuole, uffici, ospedali.
L´elenco è ormai lunghissimo: dagli ospedali bolognesi a quelli lombardi, dalle stazioni agli uffici pubblici, sono ormai migliaia le vending convertite a concetti alimentari più sani.
Da inizio anno nelle scuole superiori di Cesena quasi 8.000 ragazzi hanno cominciato a fare il break di metà mattina con yogurt bio, succhi con cereali, crostatine, merende a base di frutta e verdura in porzioni monodose, mele essiccate e gocce di riso al cocco. Discorso analogo presso l´università Roma Tre, dove gradualmente si stanno introducendo nei distributori automatici succhi di frutta biologici e prodotti provenienti dal sud del mondo.
Alcune aziende, invece di chiedere semplicemente l´inserimento dei propri articoli nei distributori, ha attivato veri e propri centri di slot food monomarchio. È il caso di Melinda, presente in molti tra uffici e ospedali lombardi con il singolo frutto ma anche mousse, succhi, creme, e della cooperativa Chico Mendes (Altromercato), che oltre a caffè e cappuccino offre barrette di sesamo, noci, cioccolato e cereali, più le bevande energizzanti naturali a base di mango, guava e guaranà.
Tutti alimenti perfetti per attaccare il primato degli snacks che hanno attivamente contribuito a fare bambini - uno su tre sovrappeso e impermeabile al fascino della frutta, la metà refrattaria alla verdura - dei potenziali adulti obesi. Il tutto, con un risparmio del quindici per cento rispetto ai prezzi al dettaglio.
In contemporanea, la Coldiretti ha annunciato l´ampliamento della rete dei duecento distributori automatici di latte fresco appena munto, venduto direttamente "alla spina" dagli allevatori.
Si tratta di latte crudo (quello che si usa abitualmente per i produrre i migliori formaggi in circolazione) ovvero non termizzato, dal gusto e dalle proprietà organolettiche imparagonabili a quello trattato. Bevuto in un bicchiere tout court, o usato come base per una crema inglese, vi farà ritrovare un sapore che credevate perduto per sempre o figlio dei ricordi edulcorati dell´infanzia. Errore. Bastano un euro e un bidoncino...
Altro giro, altro distributore. Bidoncino o bottiglia con tappo ermetico in una mano, un euro nell´altra. Comprare il latte nella macchinetta all´angolo della strada sta diventando un esercizio goloso, sano, economico, rispettoso del lavoro degli agricoltori che si impegnano in una produzione di qualità penalizzata per troppi anni.
La guerra virtuosa contro obesità e allergie si è arricchita nelle ultime settimane di un nuovo, benemerito esercito elettronico di vending machine colme di frutta, bevande, merendine buone&sane.
Così concepito, il nuovo slot food funziona anche da approdo sicuro nei confronti dei dannati dell´orario, in perenne lotta con gli orari di chiusura dei negozi e finora obbligati alla dispersione commerciale dei supermercati, dove la spesa è spesso un lungo esercizio di pazienza e file coi carrelli.
Intrapreso in sordina e con poche speranze di riuscita, l´esperimento ha avuto un successo così istantaneo e clamoroso da indurre molto amministrazioni comunali a chiedere l´adeguamento delle vending in dotazione in scuole, uffici, ospedali.
L´elenco è ormai lunghissimo: dagli ospedali bolognesi a quelli lombardi, dalle stazioni agli uffici pubblici, sono ormai migliaia le vending convertite a concetti alimentari più sani.
Da inizio anno nelle scuole superiori di Cesena quasi 8.000 ragazzi hanno cominciato a fare il break di metà mattina con yogurt bio, succhi con cereali, crostatine, merende a base di frutta e verdura in porzioni monodose, mele essiccate e gocce di riso al cocco. Discorso analogo presso l´università Roma Tre, dove gradualmente si stanno introducendo nei distributori automatici succhi di frutta biologici e prodotti provenienti dal sud del mondo.
Alcune aziende, invece di chiedere semplicemente l´inserimento dei propri articoli nei distributori, ha attivato veri e propri centri di slot food monomarchio. È il caso di Melinda, presente in molti tra uffici e ospedali lombardi con il singolo frutto ma anche mousse, succhi, creme, e della cooperativa Chico Mendes (Altromercato), che oltre a caffè e cappuccino offre barrette di sesamo, noci, cioccolato e cereali, più le bevande energizzanti naturali a base di mango, guava e guaranà.
Tutti alimenti perfetti per attaccare il primato degli snacks che hanno attivamente contribuito a fare bambini - uno su tre sovrappeso e impermeabile al fascino della frutta, la metà refrattaria alla verdura - dei potenziali adulti obesi. Il tutto, con un risparmio del quindici per cento rispetto ai prezzi al dettaglio.
In contemporanea, la Coldiretti ha annunciato l´ampliamento della rete dei duecento distributori automatici di latte fresco appena munto, venduto direttamente "alla spina" dagli allevatori.
Si tratta di latte crudo (quello che si usa abitualmente per i produrre i migliori formaggi in circolazione) ovvero non termizzato, dal gusto e dalle proprietà organolettiche imparagonabili a quello trattato. Bevuto in un bicchiere tout court, o usato come base per una crema inglese, vi farà ritrovare un sapore che credevate perduto per sempre o figlio dei ricordi edulcorati dell´infanzia. Errore. Bastano un euro e un bidoncino...
La Repubblica, 30 gennaio 2006



