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LONDRA, BLAIR RILANCIA IL NUCLEARE E GREENPEACE PROTESTA PDF Stampa E-mail
Wednesday 30 November 2005
Due attivisti sono riusciti a infiltrarsi in un'assise di imprenditori poco prima che il premier salisse sul podio
Due attivisti dell'organizzazione ambientalista, esperti scalatori, sono riusciti ieri mattina a Londra ad infiltrarsi in un'assise di imprenditori e poco prima che il premier salisse sul podio per illustrare le nuove linee di politica energetica del suo governo, si sono arrampicati su una struttura metallica all'interno della sala. I due ambientalisti si sono appollaiati sulle sbarre di ferro che sostengono il soffitto del Business Design Centre di Islington (una sorta di grande capannone) dove era in corso la riunione ed hanno esposto uno striscione con scritto «Nucleare: la risposta sbagliata», gettando inoltre sui delegati centinaia di volantini. I dirigenti della Confederation of British Industry (Cbi, la confindustria britannica) non se la sono sentita di esporre il premier alla contestazione ed hanno frettolosamente fatto sgombrare dai tavoli una saletta adiacente dove Blair, con 48 minuti di ritardo, ha potuto pronunciare il suo discorso.

L'esplosione dei prezzi del petrolio e del gas, il riscaldamento del pianeta, la necessità di decidere presto che cosa fare con le ormai vecchie centrali nucleari britanniche, ha indotto il governo - ha spiegato il premier - ad avviare una revisione della politica energetica le cui conclusioni saranno rese note all'inizio della prossima estate. La revisione - ha sottolineato Blair - prevede in particolare la questione se sviluppare o no una nuova generazione di centrali nucleari per sostituire quelle esistenti. «I prezzi dell'energia sono aumentati, le riserve sono minacciate. I cambiamenti di clima ci spingono ad agire con urgenza. Il futuro sta nell'energia pulita.

E le nazioni devono cercare di diversificare e di non dipendere da una sola fonte», ha detto Blair, aggiungendo: «Da qui al 2020, il Regno Unito avrà probabilmente smantellato centrali nucleari e a carbone che adesso assicurano il 30% del fabbisogno energetico. Una parte sarà sostituita da energie rinnovabili, ma non tutto». Mentre il premier parlava nella saletta superaffollata, il direttore di Greenpeace spiegava alla stampa le ragioni della protesta: «Tony Blair cerca di lanciare una nuova era nucleare e noi siamo qui per fermarlo. L'energia nucleare non è la risposta all'effetto serra: costa cara, è pericolosa ed un'arma per i terroristi», ha detto Stephen Tindale.

Terminata la protesta, i due attivisti, Huw Williams and Nyls Verhauelt, sono stati fermati dalla polizia. I due si erano accreditati alla conferenza dando il nome di un'azienda inesistente. La facilità con cui hanno avuto accesso all'assise della Cbi ovviamente ha provocato una valanga di polemiche sulla sicurezza.


Gazzetta del Sud, 30 novembre 2005
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