Caffè bio

Inserito il 21 settembre, 2011 - 08:21

Da alcuni anni il caffé biologico ha fatto boom. Sono aumentate le marche, così come le modalità distributive. Di pari passo  è cresciuto l’interesse, pur nell’ambito di una nicchia, quindi su scala minore, del caffé equo e solidale.
Il caffé biologico è coltivato senza sostanze chimiche, nel rispetto dell’ambiente.
La difesa dagli insetti dannosi viene effettuata mediante l’impiego di insetti, l’utilizzo di sostanze di origine minerale, vegetale, animale e di piante resistenti; la fertilità del terreno viene mantenuta e potenziata con concimi naturali e pratiche agronomiche corrette; la difesa dalle erbacce viene effettuata senza alcun pesticida, utilizzando tecniche meccaniche e agronomiche.
Il caffé equo e solidale, in inglese “fair trade”, è invece un caffé coltivato nel rispetto delle persone.
Ai proprietari di piccole piantagioni infatti, soprattutto quando riuniti in cooperative, viene pagato un prezzo che non scende mai sotto una certa soglia, garantendo così una ragionevole certezza di reddito.
Inoltre i contratti vengono firmati per una durata di più anni, e si incoraggiano progetti socialmente utili nella comunità. Il mercato del caffè non rende la vita facile al caffè bio, che ha certamente costi di produzione più alti del caffè coltivato con metodi convenzionali, costi che a volte non vengono riconosciuti ai produttori, malgrado l’eccellenza del prodotto, con il rischio che questi tornino al passato.
Il “regno” del caffè bio è l’America Centrale, con i tre quarti della produzione mondiale concentrata nelle piantagioni sparse tra Messico e Costarica. 
Il consumatore attento dovrebbe premiare il prodotto bio perché garantisce più salubrità e qualità.
Con la crescita della domanda mondiale di caffè bio il mercato dovrebbe alla fine premiare chi lo produce con tanti sacrifici. 


 - Alce Nero & Mielizia Spa

Bioitalia