Biodinamico, una nicchia destinata ad esplodere

L’agricoltura biodinamica è ancora un fenomeno assolutamente di nicchia a livello mondiale, almeno quella certificata secondo i criteri Demeter. Il segretariato internazionale di Demeter al Biofach di Norimberga era in possesso di dati aggiornati a gennaio 2019, che Greenplanet ha ottenuto e sui quali ha compiuto un’analisi esclusiva.

A livello globale le fattorie che praticano agricoltura biodinamica certificata sono solo 5.595, circa lo 0,2% dei produttori biologici, utilizzando 187.860 ettari (lo 0,27% degli ettari coltivati a biologico). I trasformatori di prodotti biodinamici sono 962 mentre i distributori 435. Numeri piccolissimi ma in crescita e che sono il risultato di una situazione molto diversificata nei singoli Paesi. Innanzitutto si fa agricoltura biodinamica in 62 Paesi ma solo in 32 sono attivi trasformatori e in soli 43 si trovano distributori specializzati. Quest’ultimo dato rivela che in ben 19 Paesi si produce biodinamico esclusivamente per l’esportazione. Tra questi c’è lo Sri Lanka, che è il secondo produttore mondiale e uno dei due soli Paesi che superano le mille fattorie biodinamiche (certificate Demeter) ma nel quale non è attivo un solo distributore nazionale. Un altro incredibile dato è che in un gigantesco Paese come la Cina risulta attivo a Demeter un solo distributore specializzato, nessun trasformatore, solo sette fattorie certificate.

Il cuore del biodinamico è decisamente l’Europa, mentre gli Stati Uniti sono fuori dalla top ten dei produttori, sono terzi nei trasformatori (con 88 aziende certificate) e quinti nei distributori (con 36 aziende specializzate); un Paese, gli States, importatore perché trasforma e ancora di più consuma decisamente di più di quello che produce. Un altro gigante mondiale per abitanti e superficie, l’India, ha una posizione diametralmente opposta a quella degli USA: è in alto nel rank dei produttori mondiali (occupa la quarta posizione) ma conta pochissimi trasformatori (solo 5) e un solo distributore, appena sopra lo Sri Lanka, posizionandosi tra i Paesi che producono per esportare.

Veniamo dunque ai primi dieci produttori mondiali. Sono nell’ordine (tra parentesi il numero delle fattorie certificate): Germania (1.552), Sri Lanka (1.001), Francia (511), India (403), Italia (311), Svizzera (255), Austria (186), Turchia (153), Olanda (136) e Spagna (133). I primi cinque Paesi per numero di trasformatori sono nell’ordine: Germania (403), Francia (108), Stati Uniti (88), Svizzera (63), Italia (53). Mentre la top 5 dei distributori è la seguente: Germania (125), Svizzera (54), Italia (44), Francia (42) e Stati Uniti (36).

La Germania dunque domina lo scenario del biodinamico ma anche l’Italia è ai vertici mondiali, con due quinti posti e un terzo posto, battendosi come produttore, come Paese consumatore ma anche – possiamo aggiungere – come esportatore.

Questi dati sono destinati a crescere notevolmente, anche in Italia. Basti pensare a recenti decisioni di aziende primarie italiane, già impegnate nel biologico, che hanno annunciato la scelta di produrre biodinamico come elemento distintivo del loro impegno per la difesa dell’ambiente e per la salubrità alimentare. (a.f.)