Bio-plastica dall’ortofrutta di scarto dei Mercati

Inserito il 10 febbraio, 2018 - 13:48

Il carciofo invenduto diventa bio-plastica e poi torna ad essere carciofo. Magari la seconda volta gli va meglio (o peggio) e ce lo mangiamo. Anche in questo caso, se ce lo mangiamo, torna ad essere carciofo o qualcosa d’altro, nel ciclo della natura.


Filosofia indiana? No, piuttosto è l’essenza dell’economia circolare, su cui si fonda il progetto di recupero dell’ortofrutta invenduta presentato l’8 febbraio alla fiera Fruit Logistica di Berlino dalla società di gestione del Mercato di Genova SGM e dal suo presidente Stefano Franciolini. Un progetto serissimo e rivoluzionario, che interessa altri Mercati italiani, a partire da quelli della Rete Italmercati, ma che può interessare anche i grandi Mercati stranieri. Tutto è pronto. L’Istituto Italiano di Tecnologia IIT, con sede a Genova e filiali in tutta Italia, ha ultimato il suo lavoro. Ora può partire l’applicazione. Genova, in occasione della presentazione, era rappresentata da due assessori, molti operatori grossisti, i vertici al completo del Mercato.
'L’obiettivo – ha spiegato Stefano Franciolini – è creare una nuova vita per frutta e verdura non più vendibili. In questo modo facciamo un ulteriore passo verso l’azzeramento degli sprechi. Mettiamo in moto un vero progetto di economia circolare perché i prodotti realizzati saranno riutilizzati proprio dagli stessi operatori del Mercato’. Praticamente dagli scarti della frutta a eco-imballaggi per la frutta.
A Berlino sono state presentate alcune realizzazioni sperimentali davvero interessanti. Nello specifico del progetto è entrato Giovanni Perotto, ricercatore dello Smart Materials Group dell’IIT. “Collaborando con il Mercato - ha sottolineato - abbiamo intrapreso una strada nuova: la produzione di bioplastica dal prodotto invenduto. Possiamo riconvertire il 100% dello scarto in packaging sostenibile e biodegradabile”.
Il progetto suscita da subito un grande interesse. Ha il pieno appoggio delle amministrazioni genovesi, come hanno assicurato Paola Bordilli, assessore al commercio del Comune di Genova, e Giancarlo Vinacci, assessore allo sviluppo economico dello stesso Comune, e come hanno confermato a Berlino la Camera di Commercio e l’Ascom Confcommercio genovesi. E ha sollevato molta curiosità a livello nazionale. Come ogni start-up, tuttavia, anche questa avrà bisogno di fare la sua strada con persone disposte a lavorare duro per farla diventare l’iniziativa vincente che merita di essere. (a.f.)