Battaglia della CIA contro il mais biotech 1507

Inserito il 7 novembre, 2013 - 10:10

'La proposta della Commissione Ue al Consiglio affinché approvi l’autorizzazione del mais biotech 1507 deve essere respinta, in quanto rappresenterebbe l’ennesima sconfitta per l’Europa, per i suoi cittadini, per i suoi produttori agricoli. Ancora una volta siamo davanti all’assoluta mancanza di una linea di condotta coerente tra le istituzioni comunitarie su questo particolare tema.


L’Italia deve far sentire la sua voce per impedire la coltivazione di Ogm sull’intero territorio nazionale, seguendo anche l’indicazione delle Regioni che hanno espresso la loro completa contrarietà agli organismi geneticamente modificati. Il governo deve al più presto procedere all’attivazione della clausola della salvaguardia'. 

Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi. 'Bruxelles in questo modo chiede l’apertura dell’Ue agli Ogm. Noi rispondiamo con un deciso ‘no’. Siamo fermamente convinti - ha aggiunto Politi - che non servono alla nostra agricoltura diversificata e saldamente legata alla storia, alla cultura, alle tradizioni delle variegate realtà rurali. La nostra contrarietà non è ideologica. Siamo convinti che in Italia e in Europa è possibile produrre colture libere da biotech, con benefici per l’ambiente e la salute, nonché per migliorare il reddito degli agricoltori e degli allevatori'.

'D’altronde, più di otto italiani su dieci - sottolinea il presidente della Cia - dicono ‘no’ alle manipolazioni genetiche in agricoltura. E questo conferma l’impellente esigenza che il nostro Paese mantenga il territorio nazionale libero da Ogm, al di là delle decisioni che verranno adottate dall’Unione europea'.

'Comunque da parte della Cia - conclude Politi - non c’è una posizione oscurantista. Non abbiamo preclusione nei confronti della scienza e della ricerca. Il tutto, però, deve essere fatto nel pieno rispetto del principio di precauzione e della tutela delle esigenze peculiari delle produzioni di qualità e tipiche dei territori agricoli italiani'.