Siccità in Cile, le grandi aziende di ortofrutta sotto accusa

Il sindaco del comune cileno di Petorca, Gustavo Valdenegro, si è appellato alle autorità affinché proibiscano la coltivazione di avocado e agrumi, responsabili del deupaperamento delle risorse idriche della zona.

Il Cile attraversa una crisi legata a scarsità di acqua e siccità che dura ormai da più di 10 anni e che sta diventando sempre più grave con il passare del tempo. Nella regione del Valparaiso, principale area vocata per la produzione di avocado cilena, i dati parlano di un allarmante 70,5% in meno di precipitazioni rispetto alla normalità. Si tratta di un situazione difficile, con effetti inevitabili sulle attività economiche e sulla popolazione, arrivata a un livello di gravità tale da rendere necessario lo stato di emergenza, a causa della perdurante siccità, da parte del presidente Sebastián Piñera.

Il sindaco Valdenegro dunque, da parte sua, chiede al Governo di proibire le piantagioni di avocado e agrumi. Valdenegro, in particolare, sostiene che ormai la produzione di avocado non sia più sostenibile: “Si richiedono 100 litri di acqua per ogni pianta – ha dichiarato – mentre alle persone ne vengono destinati 50. Quindi, chi viene prima? Gli avocado o le persone?”.

Secondo il sindaco, tuttavia, la responsabilità è delle grandi aziende che si insediano nel territorio per sfruttarne senza remore le potenzialità: “Se non soggette a regolamentazione, le grandi piantagioni danneggiano la flora, la fauna, l’ecosistema e monopolizzano quel poco di acqua che ancora rimane”, ha dichiarato il sindaco.