Chi desidera il nucleare sembra trarre non poco beneficio dalla preoccupazione diffusa per la sicurezza energetica e alimentare, il cambiamento climatico, ovvero le motivazioni spesso brandite da quelli stessi ambientalisti che si sono sempre battuti contro il nucleare, infatti, come rivela l´Iaea sono “sempre più paesi richiedono assistenza tecnica per la messa in opera della tecnologia nucleare, con l´obiettivo di produrre elettricità”.
Il rapporto Iaea prende atto della situazione politica e prevede una crescita nella produzione di energia nucleare entro il 2030, magari non le mille centrali auspicate da Berlusconi, ma di sicuro un + 60%.
“Quasi tutti gli aspetti dello sviluppo, della riduzione della povertà e del miglioramento dei servizi sanitari – prosegue il rapporto - necessitano di un accesso a servizi energetici moderni. Davanti ad una penuria crescente di energia ed al rialzo dei prezzi delle energie fossili, numerosi paesi si interessano ormai all´energia nucleare per diversificare le proprie fonti di energia”.
L´Iaea conferma una delle più diffuse preoccupazioni per gli antinuclearisti: poiché oggi le fonti rinnovabili sono diventate competitive al pari di petrolio e carbone, è sempre più forte l’esigenza di presentare il nucleare come alternativa "pulita".
Infine una curiosità: il giorno prima della presentazione del rapporto, c´è stato un incidente radioattivo proprio in un laboratorio dell´Agenzia atomica, che ha provocato una contaminazione da plutonio in una camera di stoccaggio a Seibersdorf, a 35 chilometri da Vienna.
da greenreport



