È il
risultato presentato oggi dal GTS (Soya Moratorium Working Group ), il
gruppo di lavoro che si occupa di monitorare e valutare gli effetti
della Moratoria sulla coltivazione della soia nelle aree amazzoniche, avviata due anni fa su iniziativa di Greenpeace.
Nonostante l'aumento del tasso di deforestazione verificatosi nella seconda metà del 2007 e l'aumento dei prezzi della soia, secondo i risultati del GTS tutte le aziende che aderiscono alle associazioni ABIOVE e ANEC hanno rispettato la Moratoria sulla soia, non acquistando il legume coltivato nelle nuove aree deforestate. Queste associazioni e le aziende che ne fanno parte rappresentano il 90% del mercato della soia in Brasile.
Il monitoraggio è stato effettuato attraverso i dati del National Institute for Spatial Research PRODES system. E' stata esaminata un'area recentemente deforestata superiore a 100 ettari negli Stati di Rondônia, Pará e Mato Grosso, che insieme rappresentano attualmente quasi il
totale di tutte le piantagioni di soia nell'Amazzonia brasiliana. La ricerca commissionata dal GTS non ha trovato piantagioni di soia in zone deforestate dopo l'annuncio della moratoria a luglio 2006. Oggi però nuovi fenomeni di mercato rischiano di ostacolare questo successo.
"I risultati del GTS sono decisamente incoraggianti. Ma l'aumento del prezzo della soia sui mercati mondiali spinge i produttori verso nuovi terreni per aumentare le proprie superfici produttive" - afferma Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace - "Nonostante le nostre ricerche e rilevazioni aeree confermino i risultati del GTS è allarmante che molte delle aree deforestate recentemente in Amazzonia appartengano a produttori di soia, che, di fronte a un prezzo sempre più alto, potrebbero avere la tentazione di seminare".
"Ora la sfida delle aziende è quella di rafforzare il loro impegno per la moratoria sulla deforestazione e aiutare le autorità brasiliane e la società civile a mettere fine alla distruzione delle foreste da cui dipende l'esistenza di ognuno in un momento in cui i prezzi più alti della soia stanno spingendo gli agricoltori a intensificare le piantagioni" conclude Campione.
Chiara Campione, responsabile campagna Foreste



