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Dec 03rd
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G8, CHE PESSIMO CLIMA!

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Dopo tanta enfasi, il documento che esce dal G8 giapponese su ambiente e mutamenti climatici è davvero di basso profilo, e soprattutto rimanda a date così lontane nel tempo da non sapere bene chi potrà osservarle. smog.jpgNel documento siglato dai big mondiali, in cui si sancisce lo sforzo in favore delle sorti ambientali del pianeta si prende l’impegno della riduzione del 50% delle emissioni per il 2050, differenziato per responsabilità e capacità, con il mantenimento delle tecnologie esistenti nel breve termine, e con lo sviluppo di tecnologie a basso emissione di Co2 nel medio e lungo termine.

Un nulla di fatto a proposito della riduzione del 25-40 % per il 2020, ed in più, merito della diplomazia italiana, viene inserito lo stesso capitolo che il nostro ministro Scajola era riuscito a fare inserire nel documento G8 dei ministri dell’energia, in cui si spiega che un numero crescente di paesi esprime interesse per i programmi nucleari come strumento per affrontare le sfide del cambiamento climatico e della sicurezza energetica.

Questi paesi, si dice, considerano il nucleare uno strumento essenziale per ridurre la dipendenza dai carburanti fossili e di conseguenza ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Questo preannuncia evidentemente l’intenzione di utilizzare i fondi che dovrebbero servire alle alternative vere di produzione di energia attraverso fonti rinnovabili e pulite come sole, vento, geotermia, microidroelettrico o per le misure di mitigazione delle conseguenze, proprio a favore di questa nuova passione per una fonte il nucleare ben lontana dall’aver risolto i suoi due problemi da sempre, sicurezza e trattamento delle scorie.

Nulla di più facile che ributtare la palla in avanti, prendendo impegni che si perdono lontani nel tempo e con una posizione soprattutto in palese contrasto con quanto l’Europa avesse finora perorato.
La Ue, ricordiamolo, chiedeva la riduzione del 30% entro il 2020, ma sembrerebbe cambiata la posizione, considerando la soddisfazione espressa in una nota di Barroso ancora prima che il documento uscisse dalle stanze.

E poi c’è il capitolo che riguarda i convitati di pietra. I “grandi del pianeta” non intendono dare il via a nessuno sforzo finchè anche India e Cina non inizieranno a fare qualcosa. Come se le responsabilità dello stato attuale fosse responsabilità unica dei paesi in via di sviluppo. fonte Greenreport
 

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