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ABITI IN ORTICA E GINESTRA CONTRO I GAS SERRA

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Ortica, ginestra, canapa e lino per combattere i gas serra

 

tessilea2Il tessile made in Italy torna al passato e riscopre tessuti antichi che abbattono le emissioni e fanno bene alla salute della pelle. Questa la nuova frontiera cui stanno lavorando i ricercatori del Cnr di Firenze in collaborazione con il distretto tessile di Prato. Confezioni, quindi, figlie del cambiamento climatico per eliminare il carico di emissioni dovute ai trasporti ma anche per far bene alla salute in termini di allergie e adattamenti del corpo alle nuove temperature. Nasce cosi' il progetto ''abbigliamento a chilometro zero'' dell'Ibimet e del distretto tessile di Prato. Due ettari di campi coltivati ''al naturale'' recuperando tessuti dal passato.

Il progetto si chiama ''Lamma-Test'' e cioe' laboratorio per la meteorologia e la modellistica ambientale. Si occupa da un lato di recuperare fibre tessili naturali e dall'altro di utilizzare coloranti naturali. Ma non solo. Oltre al comfort e al naturale, gli abiti in ortica o ginestra fanno anche un gran bene al Pianeta. I numeri del risparmio di emissioni, infatti, parlano chiaro. Importando dalla Cina in Italia per esempio una tonnellata di fibre causiamo un effetto serra, quindi un riscaldamento del clima, di 8 volte superiore rispetto a un carico di materiale ''fatto in casa'' e proveniente da una distanza di soli 250 chilometri. Senza contare che ora il 50% delle fibre tessili mondiali arriva dal petrolio. '

'Nel mondo - ha detto il direttore dell'Ibimet del Cnr di Firenze, il bioclimatologo Giampiero Maracchi - c'e' la necessita' di abbattere i trasporti. Quindi dobbiamo anche pensare alla possibilita' di realizzare coltivazioni locali in grado di combattere i gas serra''. ''L'obiettivo del nostro progetto - ha spiegato Maracchi - e' quello di rilanciare alcune fibre tessili che si usavano nel passato come l'ortica, la ginestra, la canapa e il lino, ma anche la lana delle pecore nostrane''. In tal senso ''stiamo coltivando ortica, ginestra e lino in modo sperimentale nei campi vicino Prato in collaborazione con la Provincia. Si tratta di un progetto pilota - ha sottolineato Maracchi - che ha un alto valore simbolico''.

Sono quattro le ditte artigiane coinvolte, per la filatura, la tessitura, la tintura e la confezione. Si usa lana cotta, lino, orbace e altri materiali. In listino, giacche, gonne, pantaloni ma anche vestiti completi da uomo su misura. ''Sono abiti - ha detto Maracchi - che non creano allergie, fanno traspirare meglio e danno un alto comfort''. E proprio sul fronte del comfort Maracchi sottolinea che ''con il clima che cambia occorre rivedere tutta la gamma delle fibre dei tessuti anche in funzione di nuovi standard di salute ai quali rispondono le fibre naturali rispetto per esempio all'uso massiccio del cotone con il rischio sempre piu' frequente di allergie dovute ai pesticidi''. Insomma ''utilizzare risorse piu' vicine possibili a casa nostra - ha affermato ancora Maracchi - e recuperare le tradizioni locali tendendo sempre ben presente che questa e' una scelta che fa bene al Pianeta e che il prezzo delle merci lontane corrisponde a un prezzo troppo alto in termini di danno climatico''. Basti pensare, per fare delle cifre, ha ricordato Maracchi, ''che, secondo il World Watch Institute, un pasto tradizionale inglese con prodotti importati dall'estero produce emissioni di gas serra 650 volte piu' alte dello stesso pasto fatto con prodotti locali''.

Ansa, 6 marzo 2007 

 

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