AIAB mette in rete i suoi Biodistretti

Inserito il 27 novembre, 2017 - 12:09

E’ nata il 23 novembre a Roma, la Rete nazionale dei Biodistretti AIAB, alla presenza della maggioranza dei rappresentanti dei tanti biodistretti italiani. Oggi si contano poco più di 20 Biodistretti AIAB ma il numero è in costante aumento perché il modello ‘dal basso’ che valorizza il territorio e le piccole aziende bio funziona e piace sempre di più. AIAB si è data delle regole al riguardo. ‘Il marchio registrato Biodistretto - spiega Alessandro Triantafyllidis, coordinatore della Rete dei Biodistretti AIAB e presidente del Biodistretto ligure della Val di Vara - sarà autorizzato solo ai distretti che fanno parte della Rete AIAB e che aderiscono alle nostre linee guida, e il logo, che sarà abbinato al nome del distretto, potrà essere usato in affiancamento al logo creato dal distretto stesso'.


Il biodistretto è un’area geografica, naturalmente vocata al biologico, dove agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni e pubbliche amministrazioni stringono un accordo per la gestione sostenibile delle risorse, partendo dal modello di produzione agricola. La presenza e il protagonismo dei produttori biologici è la caratteristica che contraddistingue i Biodistretti AIAB: lo spirito di un biodistratto è fare della produzione biologica del territorio il motore dello sviluppo economico locale.
‘Parliamo dunque - sostiene il presidente dell’Associazione Italiana Agricoltura Biologica, Vincenzo Vizioli - di un modello che valorizzi i territori a partire dalle sue produzioni fatte spesso dalle piccole aziende agricole che presidiano da sempre il territorio e che sono oggi ancora più importanti in un momento in cui il biologico sta crescendo oltre ogni aspettativa attirando gli appetiti della grande distribuzione e di chi vede in esso solo un business mettendo in secondo piano l’aspetto del modello di sviluppo sostenibile’.
Il Biodistretto AIAB prevede un patto per lo sviluppo del territorio tra mondo produttivo, amministrazioni e società civile per affrontare in modo condiviso la governance del territorio, per lo meno nel settore dell'agricoltura, dell'ambiente e del turismo. I Biodistretti inoltre sono inoltre luoghi di sperimentazione: verso sistemi di garanzia e certificazione più snelli ed efficaci e metodi economici di produzione e gestione delle risorse naturali più performanti in termini economici, ambientali e sociali.