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SICUREZZA ALIMENTARE O SICUREZZA DEGLI INTERESSI DELLE GRANDI CORPORATION?

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Lo strano strabismo dell'UE nei confronti di Aspartame e  Stevia Rebaudiana.

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Stevia Rebaudiana
Di fronte ai reiterati pareri favorevoli a nuovi OGM e nuove sostanze chimiche da parte dell'EFSA (l'ente preposto alla valutazione della sicurezza degli alimenti) ed alle successive approvazioni da parte dell'UE, in molti si domandano quale sicurezza tutelino veramente l'EFSA e la Commissione Europea.

Torna pertanto in mente un caso veramente emblematico ed illuminante: quello dell'aspartame, dolcificante sintetico sospettato di essere cancerogeno, e della Stevia Rebaudiana, una pianta originaria del Paraguay utilizzata da sempre dagli indios Guaranì come dolcificante naturale per la loro bevanda tradizionale, il màte.

Abbastanza recentemente un nuovo studio effettuato nei laboratori della Fondazione Europea Ramazzini (FER), molto più esteso ed approfondito di tutti i precedenti studi, evidenziava un incremento dose-correlato statisticamente significativo, nell'insorgenza di linfomi e leucemie maligni del rene nei ratti femmine e di tumori maligni ai nervi periferici nei ratti maschi alimentati con cibo addizionato con aspartame a diverso dosaggio. L'aumento dei tumori era stato riscontrato con significatività statistica anche a dosi inferiori a quelle ammesse per l'uomo seconda la normativa vigente.

La FER provvedeva a trasmettere lo studio all'EFSA (giugno 2005), chiedendo che, alla luce dei risultati emersi, venissero riesaminati con urgenza i livelli di assunzione ammessi per l'aspartame.

Nel giugno 2006 l'EFSA, dopo aver esaminato lo studio ed aver richiesto alla FER ulteriori dati e chiarimenti, esprimeva il seguente parere scientifico sullo studio:

"Il gruppo di esperti è giunto alla conclusione che, sulla base di tutte i dati attualmente disponibili, non vi è alcuna necessità di rivalutare ulteriormente la sicurezza dell'aspartame, né di sottoporre a revisione la dose giornaliera accettabile (DGA) precedentemente fissata per la sostanza".

Alla base di tale giudizio, una serie di osservazioni relative a stati infiammatori diffusi nella popolazione dei ratti sottoposti all'esperimento e un giudizio di non specificità per l'aspartame delle patologie renali, oltre all'affermazione che mancava una chiara correlazione dose-risposta.

Colpisce il fatto che il lavoro della FER, dopo la pubblicazione dei primi risultati sul Giornale Europeo di Oncologia, sia stato pubblicato nella sua versione definitiva sulla prestigiosa rivista Environmental Health Perspectives e pertanto sottoposto al severo vaglio di autorevoli revisori.

Torniamo adesso alla Stevia Rebaudiana: l'elevatissimo potere dolcificante delle sue foglie fa della Stevia un temibile concorrente dei dolcificanti di sintesi, in quanto, come questi, non ha nessun potere calorico. Essa è commercializzata e usata come dolcificante in Paraguay, Brasile, Messico e Giappone. In quest'ultimo paese, l'estratto di Stevia è uno dei dolcificante acalorici più usati nell'industria alimentare.

Ebbene, nonostante non esistano al mondo segnalazioni di effetti nocivi per la salute né per la stevia né per l'estratto del suo principio attivo, la Commissione Europea nel 2000, sentito il parere del Comitato Scientifico SFC (l'antecedente dell'EFSA), ne ha vietato la commercializzazione come "alimento" o "ingrediente alimentare", ammettendola solo come pianta ornamentale. Ciò non in virtù di una supposta tossicità, bensì per la mancanza di dati disponibili relativi alla sua innocuità.

Vediamo così come il principio di precauzione possa essere usato in modi diametralmente opposti, ma, guarda caso, in modo da non mettere mai a repentaglio gli enormi interessi che ruotano attorno alla produzione degli additivi di sintesi!

Giovanni Malatesta
Agricoltore biologico

PS  Dimenticavo: l'aspartame, brevettato dalla G. D. Searle, società (acquisita dalla Monsanto nel 1985) per la quale ha lavorato Donald Rumsfeld, è stato ribattezzato NutraSweet dal legale della Searle, Robert Shapiro, divenuto poi presidente di Monsanto.

 

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