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MAIS NO OGM – 70%

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Entro 2013 è previsto un calo stimato tra il 40 e il 70%. Lo dice Nomisma.

 

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Uno studio presentato oggi da Nomisma, nel corso di un convegno organizzato da Confagricoltura, rivela che la disponibilità sul mercato di mais non geneticamente modificato subirà un calo sostanziale.

Si prevede, inoltre, che da qui al 2013 l'Italia rivedrà la propria posizione in materia di ogm anche perché "il mais non geneticamente modificato disponibile sui mercati internazionali, si potrebbe ridurre dagli oltre 43 milioni di tonnellate attuali, a un volume compreso tra i 13 e i 26 milioni".

Chiaramente anche il prezzo del non ogm subirà delle ripercussioni ed aumenterà, secondo le stime,  oltre il 4% dell'attuale differenza, che si ripercuoterà sull'intera filiera.

Secondo lo studio, l'aumento dei prezzi concorrerà a ridisegnare l'assetto mondiale del settore, con una quota di prodotto ogm che potrebbe raggiungere fino al 86% del totale, quando nel 2006 raggiungeva il 49%

 

da MF  

 

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