Questo il testo:
Roma, 27 novembre 2007A Romano Prodi
Presidente del Consiglio
Sede
Caro Presidente, ho appreso dalle
agenzie di stampa che hai convocato per domani una riunione dei ministri
interessati, dedicata a una riflessione comune sul tema degli Ogm.Nel pieno rispetto delle prerogative Tue e dei ministri, mi permetterai di farti presente alcune riflessioni ed elementi di fatto, dato che nel Paese è emerso un fatto radicalmente nuovo: la consultazione nazionale, per un modello di sviluppo agroalimentare libero da Ogm, promossa dalla grande Coalizione Italia Europa-liberi da ogm, ha già raccolto 3 milioni di "voti firmati", e proseguirà fino al 9 dicembre.
Comunque vogliamo considerarlo, è un fatto del tutto esplicito e ineludibile: il 99,43 per cento di quei 3 milioni, che si sono già pronunciati, vuole prodotti agroalimentari di qualità e privi di Ogm.
D'altra parte la situazione è analoga nell'Unione: 3 europei su 4 non vogliono Ogm.
Di fronte a questa situazione trasparente, gli Stati Uniti - Tu lo sai meglio di me - non si rassegnano.
Non solo: con proterva arroganza, minacciano sanzioni all'Europa, e al nostro Paese in particolare, se non viene spalancata la porta agli Ogm.
Ho appreso ieri, da fonti degne di fede della Commissione Europea, che gli Usa vogliono far valere la loro spocchia in sede WTO e che, nel caso venga confermato il rifiuto degli Ogm da parte dell'Europa (e dell'Italia), essi esigeranno la cifra di ben 600 milioni di dollari annui di dazi, boicottando l'esportazione dei prodotti agroalimentari dell'UE, e l'Italia è considerato il primo Paese da punire.
Ciò che è in gioco è un bene fondamentale e decisivo, perciò non negoziabile: si tratta della sovranità alimentare (e, dunque, di democrazia) del nostro popolo - e di quella dei 480 milioni di cittadini europei.
Mi permetto di richiamare la Tua attenzione su un fatto rilevante: in questo momento l'Italia, proprio grazie alla consultazione nazionale in corso, svolge un ruolo d'avanguardia a livello europeo. Perciò l'orientamento che assumerete domani avrà ripercussioni ben oltre le Alpi.
Non c'è alcuna ragione per lasciarsi intimidire.
Se gli Usa sono così sprovveduti - e così deboli nella loro spocchia - da imboccare la strada della guerra commerciale (come hanno già fatto molte volte in passato), la risposta può essere semplice: gli facciamo sapere che i Mc Donalds non ci piacciono e che sul nostro territorio abbiamo qualche base militare americana di troppo.
Vedrai, capiranno al volo. E abbasseranno le arie.
Proprio grazie alla consultazione nazionale - e alla conseguente iniziativa politico-dilpomatica del ministro Paolo De Castro - oggi la situazione europea è a una svolta possibile.
Ieri, a Bruxelles, su iniziativa dell'Italia, in seno al Consiglio europeo dei ministri dell'Agricoltura, è emerso che sono circa 18 i Paesi dell'UE favorevoli a ripensare la strategia, fin qui adottata, sugli Ogm.
Dopo l'Italia e la Francia, è scesa in campo anche la Germania, finora defilata. Un fatto storico, senza precedenti.
A questo punto c'è un'ampia maggioranza qualificata, e la Commissione Europea non ha più alibi.
Ti chiedo venia per il tempo che Ti ho sottratto.
Ciò che è in gioco sono la nostra dignità nazionale, la sovranità alimentare del nostro popolo - dunque del suo futuro - e l'avvenire dei popoli europei, in una globalizzazione che non può essere unipolare, ma multipolare, multiproduttiva, democratica e condivisa, dunque sottratta alla legge del più forte.
Nessun fondamentalismo, ma nemmeno nessuna arrendevolezza.
E, come diceva un antico poeta latino, "amicus certus in re incerta cernitur".
Tra allievi dell'Augustinianum, so che non occorre traduzione.
Con il saluto più affettuoso
Mario Capanna
(Presidente Fondazione Diritti Genetici)



