
Bari, 25 ott. - "La decisione della Commissione Europea di dare
il via libero definivo al commercio del mais transgenico 59122, di
altre due tipologie di mais e di una barbabietola da zucchero
geneticamente modificata, e' un fatto grave poiche' contrario alla
volonta' gia' espressa dalla maggioranza dei paesi membri. Una
decisione che non solo non trova consenso nella societa' ma non aiuta
l'agricoltura italiana e in particolare quella pugliese rivolta ad uno
sviluppo che punti sulla valorizzazione dei prodotti tipici e del
territorio, privilegiando la qualita'." Lo ha dichiarato l'assessore
regionale alle Risorse Agroalimentari, Enzo Russo. "La legislazione
regionale (L.R. 26 del 2003)- ha precisato l'assessore- prevede il
divieto, sull'intero territorio regionale, della coltivazione di piante
e dell'allevamento di animali geneticamente modificati o di altro tipo
di OGM anche ai fini sperimentali, con l'eccezione per i terreni in uso
a enti e organismi pubblici di ricerca scientifica. La stessa normativa
prevede che siano escluse dalla possibilita' di accedere ai marchi di
qualita' le aziende agricole che utilizzano OGM sia direttamente che
indirettamente". "I nuovi scenari - ha proseguito Russo- aperti dalla
decisione della Commissione Europea ci impongono una riflessione: come
tutelare i consumatori ignari. La normativa regionale prevede gia' che
i prodotti contenenti OGM vadano comunque esposti al pubblico in modo
chiaramente e inequivocabilmente identificabili e che siano dotati di
adeguata etichettatura, ma non basta. Oggi i nostri prodotti, i
"Prodotti di Puglia" devono avere un etichettatura che ne indichi la
tracciabilita' a tutela del consumatore non solo pugliese". "La Puglia
- ha concluso l'assessore all'agricoltura- e' contraria all'utilizzo
degli OGM, e mira a salvare la qualita' e distintivita' delle nostre
produzioni agroalimentari, tutelando la salute dei consumatori, per
questo e' necessario ribadire il nostro no alla decisione adottata
dalla Commissione". (AGI)