L'obiettivo dell'Onu è quello di riuscire ad acquistare le derrate alimentari e il grano per il Programma Alimentare Mondiale -1 miliardo di dollari di budget l'anno - direttamente da piccoli produttori locali nei 21 Paesi individuati dal progetto Gates, quindici dei quali nell'area subsariana, sviluppando cooperative agricole, reti di distribuzione e trasporto e solidi contratti di fornitura a lungo termine che potrebbero diventare un'opportunità per 350.000 persone.
"Offrire al Programma Alimentare Mondiale la possibilità di approvvigionarsi attraverso nuove reti e soprattutto localmente, rappresenta un importante passo verso un cambiamento sostenibile in cui, saranno i contadini più poveri a trarne giovamento", ha dichiarato Bill Gates nel corso della presentazione.
Oggi l'80% dei prodotti del Programma Alimentare Mondiale arriva già da Paesi in via di sviluppo, ma solo una piccola porzione proviene da piccole realtà rurali. Raggiungere le piccole realtà agricole è difficile, la loro produttività è bassa, e nelle rare eccezioni in cui vi sia un surplus produttivo da commercializzare, i contadini sono tenuti sotto scacco dagli intermediari. Ammonta a 66 milioni di dollari la dote della Fondazione Gates al piano quinquennale, che si somma al contributo di 9 milioni erogato dalla Howard G. Buffett Foundation.
Il finanziamento garantirà al Programma Alimentare Mondiale una "capacità di costruzione" per infrastrutture, magazzini e formazione, oltre ad un supporto per studi e ricerche di mercato e sulle condizioni agricole, le caratteristiche dei territori, delle usanze locali.



