Bruxelles vuole portare da 300 a 500 milioni di euro l'anno, a partire dal 2010, il contributo alimentari per le fasce più deboli.

Sono già oltre 13 milioni i cittadini che ogni anno nell'Ue beneficiano dell'iniziativa ma secondop le loro previsioni il loro numero è destinato ad aumentare: già nel 2008 l'Italia, che è uno dei Paesi più puntuali nel ricorrere al programma, può contare sul 23% dei finanziamenti europei, la percentuale più elevata. Insieme a Gran Bretagna e Germania, l'Italia conta, secondo l'Ufficio statistico dell'Ue, il numero maggiore di persone esposte al rischio povertà rispetto agli altri cittadini del proprio paese. In realtà nell'Ue, sul fronte della povertà, la percentuale di rischio più elevata si trova in Polonia, Grecia, Portogallo e Lituania. La nuova iniziativa, che verrà varata dalla Commissione europea il prossimo 17 settembre, è stata messa a punto dal dipartimento dell'Agricoltura che fa riferimento al commissario Mariann Fischer Boel. Il progetto, di cui l'Ansa ha avuto visione e che prevede di aumentare del 2/3 l'attuale bilancio Ue, presenta due grandi elementi di novità. In primo luogo l'ampliamento del paniere dei prodotti che potranno essere distribuiti: non solo le eccedenze europee ma anche quegli alimenti che ogni stato membro riterrà opportuno in base ai test di verifica nutrizionale. Quindi sarà poi compito degli stati membri provvedere a rafforzare strumenti di sinergia e controllo sull'azione europea.