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PALERMO, UN MERCATINO EQUO AL POSTO DEL MAGAZZINO DELLA MAFIA

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Dopo l´attentato, nasce un giardino pubblico autogestito che ospiterà attività sociali

palermo_vedutaDopo circa due mesi dall´attentato incendiario che ha distrutto la loro sede, un magazzino di viale Strasburgo confiscato alla mafia nel 1983 e da allora abbandonato, i ragazzi del centro sociale Ask191 riaprono i battenti. E lo fanno in grande stile, restituendo alla cittadinanza il giardino che circonda l´immobile occupato e che per vent´anni ha funzionato come discarica abusiva. Lo hanno soprannominato Gap191, acronimo che sta per giardino autogestito pubblico, e da ieri mattina ospita il primo mercatino palermitano del commercio equo e solidale.

«È stata la gente del quartiere a riprendersi questo spazio - dice Danilo Mariscalco, 25 anni, uno dei responsabili del centro - Dopo l´attentato, tanti ragazzi che non conoscevano l´Ask si sono avvicinati a noi, offrendoci le loro braccia e i loro progetti per recuperare la struttura. Da qui, è nata l´idea di utilizzare il giardino per dare vita a un grande mercatino per le piccoli produzioni locali, dai prodotti agricoli all´artigianato».

E così, in quella che fino a qualche giorno fa era una discarica a cielo aperto, da ieri si possono acquistare prodotti agricoli, biologici e non, direttamente dalle mani dei coltivatori. Ma non solo: a breve ci sarà anche un mercatino dell´usato e dell´artigianato, con prodotti provenienti dal «riuso» degli scarti del consumo, e un mercatino dei libri editi dalle piccole case editrici. Il tutto affiancato da banchetti informativi su varie tematiche, come la raccolta differenziata e il mercato equo e solidale, e dalla "Riciclofficina", uno spazio in cui si terranno dei corsi gratuiti rivolti ai bambini del quartiere, per insegnare loro a riutilizzare i rifiuti nella costruzioni di oggetti e giocattoli, persino di biciclette.

«Il giardino - continua Danilo - è solo la punta dell´iceberg di un lavoro di recupero del centro che ha coinvolto tantissimi palermitani, sia giovani che adulti. La solidarietà che si è messa in moto dopo l´attentato ha stupito anche noi. Oggi l´Ask è diventato un vero centro sociale, aperto a tutte le fasce delle popolazione e immerso in un circuito di associazioni, gruppi musicali, artisti, liberi professionisti». I migliori writer della città si sono occupati di ridipingere le pareti e l´ingresso, rovinati dall´esplosione. Un gruppo di intellettuali ha donato ai ragazzi più di 300 libri che andranno a rimpinguare la dote della biblioteca, dimezzata dall´incendio. Un architetto, riutilizzando vecchi copertoni, ha ricostruito l´angolo bar e il palco per i concerti, mentre alcuni ragazzi hanno insonorizzato una stanza, trasformandola in una sala prove autogestita dalle giovani band. E poi, ogni martedì, due consulenti dei Cobas presteranno un servizio d´assistenza fiscale gratuita per le fasce deboli della popolazione, dagli anziani ai disoccupati, dai precari ai migranti. E l´associazione Malafemmine aprirà nei prossimi giorni un piccolo consultorio per le donne vittime di violenze.

«Grazie a questo lavoro corale - dice Danilo - siamo riusciti a finalmente trasformare un luogo simbolo del potere mafioso in uno spazio realmente "sociale"».


La Repubblica, 3 maggio 2007
 

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