Il gruppo cooperativo Terrena ha denunciato, a seguito di una verifica volontaria, che un sacco di semi di soia biologici destinati all'alimentazione avicola e importati dalla Cina risultasse contaminato da melamina.
L'associazione bio FNAB, a cui aderisce ribadisce che tutti gli agricoltori biologici colpiti in qualsiasi forma da questo problema verranno tutelati per non subire conseguenze tecniche ed economiche. Senza escludere la possibilità di un intervento giudiziario se i produttori non risultassero adeguatamente risarciti.
Non si tratta di una crisi della settore, perché le analisi sul pollame e le uova interessate non registrano tracce di melamina, lo precisa l'Affsa (Agence française de sécurité sanitaire des aliments), l'agenzia francese preposta al controllo della sicurezza alimentare. Questo caso, sottolinea l'associazione francese dei produttori biologici, dovrebbe piuttosto far riflettere gli agricoltori biologici sulla mancanza di tutela dei loro diritti, e sui rischi in cui il settore, purtroppo versa.
Questo caso dimostra anche la necessità di riconsiderare il modello di approvvigionamento dei mangimi per il pollame biologico. L'agricoltura biologica dovrebbe essere basata sul principio di prossimità e di "collegamento a terra" (produzione di mangimi per animali in fattoria o locale), il massiccio uso di soia importata non corrisponderebbe in modo rigoroso ai principi del biologico. Bisogna però sottolineare come gli agricoltori biologici continuino a sforzarsi per cercare una soluzione alternativa per ottenere una indipendenza alimentare sul fronte delle proteine. Gli sforzi del ministro dell 'Agricoltura francese, sottolinea in un comunicato la Fnab, non sono all'altezza delle richieste da parte dei cittadini. La ricerca di autonomia su scala locale è l'unico baluardo contro contaminazioni (compreso ogm).
da biomarkt



