Il riconoscimento "Giovane agricoltore europeo più innovativo'' è stato assegnato quest'anno ad un agricoltore biologico italiano. Il merito ufficiale della vincitrice Loretta Di Simone, 30 anni ed una laurea in Giurisprudenza, "la sua capacità di aver recuperato la tradizione facendola diventare innovazione".
Nell'azienda agricola di Tarquinia, infatti, ha contribuito a riprendere la coltivazione del farro per farne semi e farina, quelle del grano duro "senatore Cappelli", la cui produzione era stata abbandonata negli anni '70. "E' un grano che cresce fino ad 1 metro e 80 e facilmente danneggiabile da vento e pioggia", ha spiegato la vincitrice 'ma mi da grandi soddisfazioni, perché in azienda ne estraggo una pasta particolare che commercializzo su internet, nelle fiere e esporto in Germania e Austria."
Nell'azienda "la Turchina" il prodotto viene seguito lungo tutta la filiera, dalla semina al pastificio. Nel prossimo futuro, nelle intenzioni della giovane imprenditrice l'idea di aprire un agriturismo e un negozio aziendale.
"L'assegnazione di tale premio alla mia azienda - ci ha spiegato - ha un significato fondamentale: tra tutte le aziende d'Europa che hanno partecipato, la Commissione ha scelto un'azienda biologica".
La premiazione è avvenuta a Roma, in Campidoglio, in occasione del cinquantennale della Ceja, il Consiglio europeo dei giovani agricoltori.



