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Jan 07th
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Il “filone biologico” di Ponti

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Lo storico marchio, già leader mondiale dell'aceto, prosegue l'apertura al mercato biologico con l'acquisizione di Achillea.

pontiL'azienda ha appena messo a punto l'acquisizione dell'80% di Achillea, affermato marchio nel settore della trasformazione di prodotti bio, come marmellate, succhi di frutta, aceto di mele, composte, the, tisane, infusi ecc.

"Vogliamo sviluppare il filone del biologico lanciando direttamente l'etichetta Achillea sul mercato estero", spiega l'amministratore delegato Giacomo Ponti. "Il primo passo sarà rinnovare capannoni e attrezzature per aumentare i volumi di produzione - ha spiegato a Blogeconomy - quindi metteremo a disposizione tutto il know how commerciale e distributivo che costituisce la forza di Ponti sui mercati internazionali». L'acquisizione di Achillea, azienda del Cuneese da 2,5 milioni di fatturato, è stata perfezionata in agosto sulla scia della crescita del settore (solo l'aceto bio registra un trend di crescita del 6%) e per coerenza con l'immagine di qualità che Ponti si è costruita nel tempo; oggi l'azienda controlla il mercato dell'aceto di vino e del balsamico di Modena sia a livello mondiale che europeo. 70 milioni di bottiglie e 30 milioni di vasi di sottaceti con il marchio Peperlizia, venduti nel 2007 e un fatturato che nel 2008 si aggirerà sui 120 milioni di euro, confermando una crescita del 15%.

Fondato nel 1867 da Giovanni Ponti, piccolo produttore di vino e aceto, oggi Ponti è un gruppo che conta in Italia oltre 170 dipendenti, cinque marchi (Ponti, Peperlizia, Rossini, Modenaceti e Achillea) e cinque stabilimenti produttivi. Il suo cuore è a Ghemme (58 mila metri quadrati tra magazzini, uno stabilimento per la produzione di aceto e uno per le conserve), che insieme con gli impianti di Vignola (acetaia), Anagni e Dosson di Casier garantisce la produzione di 500 mila bottiglie di aceto al giorno. Solo nel 2007, ne sono stati prodotti 450 mila ettolitri, cui si aggiungono 7 mila tonnellate di verdure lavorate e 4 milioni di litri di balsamico.

"Con l'export fatturiamo circa 16 milioni di euro, ma il motore del business è soprattutto il balsamico di Modena, che da solo rappresenta l'80% dei volumi", conclude Ponti. L'azienda, all'estero, vanta esportazioni su una settantina di Paesi tra cui Australia, Austria, Belgio, Canada, Germania, Giappone, Spagna e Stati Uniti.

 

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