I nuovi strumenti, frutto di sei anni di collaborazione fra la FAO, la Conferenza ONU sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) e IFOAM, contribuiranno a semplificare le procedure per l'accettazione dei prodotti biologici commerciati a livello internazionale.
Equitool è una guida realizzata per aiutare gli organi decisionali a valutare se la produzione biologica e le norme di trasformazione alimentare applicate in una regione corrispondano - non identici ma egualmente validi - alla normativa in materia di produzione biologica vigente altrove. Questo strumento faciliterà il commercio, ma allo stesso tempo tutelerà la produzione biologica in conformità ai requisiti socio-economici e agro-ecologici locali.
Il secondo, chiamato IROCB ( Requisiti Internazionali per gli Organismi di Certificazione Biologica), è una lista minima di requisiti perchè un prodotto possa essere certificato come biologico, per rendere possibile l'importazione di prodotti nell'ambito di sistemi di controllo di paesi stranieri. Questi strumenti sono stati approvati nella riunione conclusiva del Gruppo Internazionale di esperti per l'armonizzazione e l'equipollenza dell'agricoltura biologica (ITF).
Il gruppo, formato nel 2003 dalla FAO, dall'UNCTAD e da IFOAM, comprende rappresentanti di governi, di agenzie intergovernative e di altri soggetti chiave del settore privato, come gli addetti alla certificazione
Nel mercato mondiale del biologico, secondo quanto rilevato dalla Fao, operano più di 400 organismi differenti per la certificazione, sia pubblici che privati. Prodotti certificati come biologici secondo un dato sistema non sono sempre riconosciuti come tali, da un altro. Questo è fonte di molti problemi e costi sia per i produttori che per gli esportatori di prodotti biologici che sperano di vendere in diversi mercati. Questi ostacoli fanno sì che i possibili benefici economici, ambientali e sociali dell'agricoltura biologica rimangano al di là della portata di molti produttori, in particolar dei coltivatori dei paesi in via di sviluppo privi di risorse.
Inoltre questo stato di cose fa sì che i consumatori paghino prezzi più alti a causa di una selezione più limitata di prodotti. "Il mercato biologico è in piena espansione, con nuove questioni emergenti e con normative e procedure di certificazione in costante sviluppo", ha spiegato Alexander Müller, vice direttore Generale della FAO. "Piuttosto che perdere tempo, soldi e mercati in questa giungla di norme e regolamentazioni, l'ITF ha posto le basi per una cooperazione armonica tra tutti coloro interessati alla crescita del biologico mantenendo al tempo stesso l'integrità del sistema", ha aggiunto.



