"I farmer's market - è il commento di Maurizio Ottolini, presidente di Confcooperative -dell'organizzazione, esistono laddove c'è la produzione, ovvero i campi. Portarli in città significa costringere il produttore a farsi carico anche dei costi di trasporto, da scaricare poi sul consumatore. Ecco perchè chi ha fatto la spesa oggi al Consorzio Agrario di Milano parla di 'bidonè".
Ma per Coldiretti l'esperienza è stata valida perchè offriva "un'offerta per tutte le fasce sociali". Dai prodotti di convenienza, ha dichiarato all'Ansa, come il latte fresco appena munto venduto a un euro al litro, con un risparmio del 40%, o i pomodori da insalata a un euro e 50 centesimi al chilo, fino ai gioielli del territorio come l'uva d'oro di San Colombano, venduta a 2,80 euro al chilo.
Nel merito intervengono anche i Verdi chiedendo che si abbassino i prezzi "perchè il loro contenimento è elemento fondamentale della filiera corta, che salta un passaggio, quello della distribuzione".
"L'accorciamento della filiera, la diffusione dell' alimentazione mediterranea, sana, di qualità e biologica - hanno spiegato in una nota - sono alcuni dei caratteri fondamentali che per noi devono avere i farmer market. Ma soprattutto la filiera corta è lo strumento per rendere più redditizia la produzione e per ridurre il prezzo finale. Solo così il Farmer's market potrà diffondersi".



