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Jan 07th
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LE LINEE GUIDA DEL BIOLOGICO NEI PARCHI. AIAB PRESENTA LE BIOECCELLENZE ITALIANE

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Le"bioeccellenze nei parchi nazionali italiani", sono state presentate durante i lavori di "Linee guida per la diffusione dell'agricoltura biologica nelle aree protette", un progetto realizzato da AIAB per conto del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, in collaborazione con Federparchi, Inea, Legambiente, Lipu, Wwf. grass.jpgDurante il workshop promosso da Aiab a Roma sono state presentate le esperienze modello di produttori bio all'interno delle aree protette italiane. "Il Biologico nei parchi va sostenuto e valorizzato,” ha dichiarato Cristina Grandi, responsabile Aree protette dell'Aiab. “L'agricoltura biologica – ha poi continuato - è la miglior forma di produzione da introdurre nelle aree protette, perché non inquina e rispetta l'equilibrio ambientale senza dissipare le risorse".

 Nell'ambito del progetto "Bioeccellenze nei parchi nazionali italiani", finanziato dal ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, AIAB ha realizzato un censimento delle aziende biologiche presenti all'interno dei 24 parchi nazionali italiani, selezionando al loro interno oltre 100 bioeccellenze. Tra queste: il Consorzio Biogargano, nel Parco Nazionale del Gargano, che raggruppando 27 produttori biologici, è riuscito a sviluppare servizi connessi allo sviluppo della multifunzionalità aziendale, attraverso la creazione di agriturismi, le escursioni nel Parco, l'educazione alimentare, e i bio ristoranti.
L'Azienda "Donna Maria",nel Parco Nazionale del Gennargentu , a Fonni (SS), gestita da un giovane di 24 anni, insieme al padre, che riesce ad essere competitiva perché punta sulla filiera corta, e saltando i costi d'intermediazione.
La Kräuter Schlössl, coltiva erbe aromatiche e officinali si trova nel paese di Coldrano situato all'imbocco della Val Martello, appena fuori dal confine del Parco Nazionale dello Stelvio. La scelta di abbandonare la precedente coltivazione di mele è stata dettata anche da un etica ambientale: il fondovalle della Val Venosta è occupato completamente dalla coltura delle mele a grande discapito della biodiversità sia vegetale che degli insetti.

 Le bioeccelenza rappresentano un esempio di filiera virtuosa che in tutte le sue fasi, dalla produzione biologica, alla trasformazione, al commercio e all'indotto turistico, tutela l'ambiente e la biodiversità, contribuendo alla gestione sostenibile del territorio.

In base all'analisi delle esperienze esistenti sono state elaborate le "Linee guida per la diffusione dell'agricoltura biologica nelle aree protette" uno strumento utile per gli enti gestori delle aree protette, le comunità locali, gli operatori commerciali e le associazioni di categoria che intendono favorire una gestione sostenibile del territorio attraverso lo sviluppo di filiere virtuose biologiche.

 "La legge dei parchi nazionali - dice Cristina Grandi - prevede la presenza di agricoltura bio nei parchi, e così anche molte legislazioni regionali. Ma nonostante ciò, le norme non sono quasi mai applicate, se non per iniziativa dei singoli produttori, di associazioni come l'Aiab, o in alcuni casi dei singoli enti parco. Oggi gli agricoltori bio dentro i parchi si lamentano a volte di sentirsi isolati, mentre avrebbero bisogno di un supporto tecnico per creare delle reti commerciali virtuose".
 

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