Terra Preta si chiude con una richiesta forte di attenzione da parte della Fao e dei governi verso la sovranità alimentare dei popoli e il rispetto dell’ambiente. Le oltre 100 ong che si sono riunite a Roma dal 1 al 4 giugno, per il Forum internazionale su crisi alimentare e cambiamenti climatici, negli stessi giorni del Vertice Fao hanno chiesto una presa di posizione seria per uscire dalla crisi alimentare globale e per contrastare i cambiamenti climatici in atto.
Tra le misure proposte da Terra Preta, l’agricoltura biologica ha un
ruolo di primo piano.
Tra gli impegni presi dalle ong firmatarie delle dichiarazione finale,
letta oggi durante la sessione plenaria del vertice Fao, c’è quello di
“Realizzare una produzione agricola basata sulla piccola proprietà ed
eco-sostenibile, pesca e pastorizia come i fondamenti
dell’alimentazione, la rigenerazione del carbone, il recupero degli
habitats naturali e agricoli per la realizzazione della sicurezza
idrica e la gestione della cambiamento climatico, in particolare
sostenendo produzioni agricole biologiche certificate e non”.
Secondo i partecipanti di Terra Preta, bisogna anche “ottenere i fondi
di mitigazione e di adattamento per finanziare produzioni agricole con
basse emissioni di anidride carbonica e sostenibili”. Caratteristiche
che fanno dell’agricoltura biologica il tipo di produzione ideale per
la riduzione di inquinamento.
Secondo Andrea Ferrante, presidente dell’Associazione Italiana
Agricoltura Biologica, tra gli organizzatori di Terra Preta: “A fronte
dell’impasse della conferenza governativa della Fao, il forum Terra
Preta ha individuato precise priorità e risposte per contribuire a
raffreddare il pianeta e combattere la crisi alimentare che stiamo
vivendo. In queste risposte, - continua Ferrante - ancora una volta
l’agricoltura biologica, praticata da imprese agricole familiari,
rappresenta la risposta più avanzata per garantire l’accesso al cibo
per tutti in maniera sostenibile e duratura, oltre a contribuire
effettivamente sia alla mitigazione dei cambiamenti climatici che alle
tecniche di adattamento alle conseguenze degli stessi cambiamenti”.www.aiab.it



