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CONVEGNO BIOBENESSERE: IL BIO FA BENE. MA LA GENTE NON LO SA!

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Oggi si dispone di evidenze scientifiche rigorose sui benefici degli alimenti biologici. Poco (e male) viene fatto invece per informare i consumatori. Accrescendo le contraddizioni di un settore dalle grandi potenzialità.

cornucopia_verdura.jpg Il biologico fa bene. A tutti e a tutte le età. In particolare alle fasce di individui più fragili e a rischio - bambini, anziani, ammalati - che quindi maggiormente necessitano del fondamentale aiuto dell'alimentazione. Ricerche e studi clinici sono oggi in grado di dimostrarne l'evidenza scientifica con la massima autorevolezza. Ma i consumatori italiani ne sanno poco o nulla. Ignorano. Facili prede di dubbi, di preconcetti, di allarmismi sovente istillati ad arte da concorrenti ben più agguerriti. E dunque si amplia lo ‘iato' esistente tra il mondo del biologico e l'immagine che di esso viene percepita dalla società, da ciascuno di noi. Con conseguenze facilmente immaginabili.

È questo, in estrema sintesi, il quadro emerso dal Convegno Biobenessere sul tema "Cibo, ricerca, salute: l'alimentazione biologica per un benessere sostenibile", promosso da Pro.B.E.R. (Associazione Produttori Biologici e Biodinamici dell'Emilia-Romagna), da Unione Europea e Agea, tenutosi il 12 febbraio 2008 a Milano, presso il Palazzo de Giureconsulti.

Pur nei limiti (sempre più angusti) concessi alle relazioni di contenuto, nel corso del Convegno Laura Di Renzo dell'Università Tor Vergata di Roma; Patrizia Pasanisi della Fondazione IRCCS - Istituto Nazionale Tumori di Milano; Guido E. Moro, Primario di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale presso l'Ospedale Macedonio Melloni di Milano; Emine Meral Inelmen dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, hanno esposto i risultati degli studi di ricerca condotti dalle rispettive equipe su campioni significativi di popolazione ai quali è stata ‘cambiata' (in tutto o in parte) la dieta, inserendovi alimenti di origine biologica.

Ne è emerso un quadro illuminante, dal quale i prodotti biologici sono promossi sia come modalità ottimale di alimentazione, in grado di rispondere bene alle esigenze nutrizionali e di buon funzionamento dell'organismo, quindi con spiccata azione in termini di prevenzione di alterazioni e malattie; sia come aiuto all'organismo a migliorare le sue capacità di reazione e di guarigione a seguito di malattie - anche le più temibili come il cancro - già contratte.

Il biologico potrebbe dunque esultare! Il trend dei consumi lo da in costante crescita pur a fronte delle criticità e delle contrazioni che hanno caratterizzato il settore alimentare. L'Italia, con le sue 50 mila aziende e con un milione di ettari coltivati, primeggia in Europa nella produzione.  

Purtroppo però manca qualcos'altro. Quel ‘delta' che dà valore aggiunto ed è capace di trasformare singole componenti in un organismo vero e proprio, forte e vincente. Come spesso accade in Italia, anche nel biologico l'impegno e la genialità di produttori, ricercatori e operatori non sono supportati da una adeguata azione di istituzioni ed enti preposti, ai quali compete quel ruolo fondamentale di indirizzo strategico, di collante, di aggregazione per ‘fare sistema'.

Accade quindi - com'è emerso nel talk show seguito al Convegno e magistralmente condotto da Anna Bartolini - che lo iato fra produttori, filiera, strutture commerciali e consumatori sia molto ampio, con tendenza ad accentuarsi invece che a ridursi. Disinformazione e mancanza di una specifica educazione alimentare lasciano gli italiani nell'ignoranza dei benefici reali di una alimentazione a base biologica, in balia di notizie di stampa che troppo spesso di questo settore si occupano solo per piccoli fatti di cronaca nera o per allarmi sui prezzi (per altro anche questi ormai smentiti, specie in una logica di costi-benefici).

Una situazione di cui non si intravede soluzione. La Finanziaria 2008 prevede passi importanti, ma il lungo periodo di assenza di Governo - e i dubbi sul successivo - rischiano di vanificarli. C'è da fare affidamento, ancora una volta, solo sulla maturità e sulle persone di buona volontà.    

Fiorenzo Zerbetto

 

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