Quella che sta per scoppiare è una crisi del mercato che potrebbe avere
delle ripercussioni assai gravi nel mercato bio inglese. I costi potrebbero
determinare una diminuzione sensibile della produzione di latte, con
ripercussioni pesanti lungo tutta la filiera. Secondo l'opinione di Huw Bowles, responsabile finanziario della Omsca, società cooperativa inglese leader del mercato della produzione del latte biologico, i costi crescenti incideranno sulla quantità di latte prodotto e sul numero di produttori.
"L'aumento dei costi - ha dichiarato ad una rivista specializzata Bowles - sta danneggiando molti allevatori e condiziona quelli che avrebbero voluto passare al biologico che si stanno domandando se ha senso".
Il mercato inglese del biologico sta vivendo un momento particolare. Da una parte non si riesce ad esaudire una richiesta sempre più forte che costringe ad importare il latte impiegato nel settore della trasformazione; dall'altro è sempre più crescente la consapevolezza nel consumatore inglese del valore del food mile e di conseguenza del prodotto locale.
Il prezzo dei mangimi destinati agli animali che producono latte bio, secondo una stima dell'ente statale britannico MDC ( Milk Development Council), potrebbe raggiungere i 600€ la tonnellata, ovvero il doppio di quanto si pagava fino a due anni fa. Questo significa un aumento dei costi e di conseguenza dei prezzi o, in alternativa, delle importazioni.
Nonostante la tradizionale autarchia, solo il latte è ancora rigorosamente inglese; per formaggi, yogurt ed altri derivati il paese deve affidarsi alle risorse europee.
Comunque, nonostante le incertezze, OMSCO attende di vedere i primi risultati della conversione verso il biologico cominciata nel 2006 di molte aziende agricole, che dovrebbe aumentare la produzione nazionale di 90 milioni di litri.
Ma nell'eventualità non si potesse ancora disporre di questa produzione, ammette Bowles: "Aumenteremo le importazioni".
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