Greenplanet.net - organic food & natural lifestyle

Saturday
Nov 22nd
Home Agroalimentare Biologico & Biodinamico DALLA COMUNE AD UN FATTURATO DI 80 MILIONI L’ANNO. L’ESPERIENZA DELLA COMMUNITY FOODS

DALLA COMUNE AD UN FATTURATO DI 80 MILIONI L’ANNO. L’ESPERIENZA DELLA COMMUNITY FOODS

E-mail Stampa PDF
La "Community  Foods" esprime un importante modello aziendale all'interno del settore del biologico europeo.

community_food.gif E' il principale importatore britannico di prodotti alimentari naturali e biologici secchi, fondata nel 1978 con una vocazione per l'alimentazione genuina e salutare, nel 2006 è stata rilevata dalla Milk Marque, una sorta di cooperativa formata da agricoltori inglesi. Il 40% del fatturato è rappresentato dal biologico e la metà dei 2800 prodotti in catalogo sono destinati a rivenditori o produttori bio. Rispetto ai prodotti in catalogo, il 20% riguarda quelli confezionati, il 70% quelli venduti alla rinfusa ed il 10% invece viene esportato in 20 paesi diversi. Inoltre Community Foods provvede anche al confezionamento, usando etichette diverse, per varie aziende. Un 10% del fatturato è garantito dal segmento non alimentare, con i cosmetici, i prodotti di igiene personale e casalinghi.  
Il fatturato annuo ha raggiunto gli 80 milioni di euro, con un incremento pari al 10% rispetto ai 75 milioni del 2006. Tra i nuovi clienti la più importante catena di prodotti bio e naturali al mondo la: "Whole Foods Market", presente con i propri negozi in Gran Bretagna e Usa. "Lo sbarco di Whole Foods ha portato una nuova dinamicità nel marketing e nella commercializzazione degli alimentari in Gran Bretagna," spiega a Bio-Markt Paul Moore, responsabile della comunicazione di Community Foods, salutando con favore il nuovo sviluppo.
La sede principale dell'azienda si trova nel nord ovest di Londra e si estende su una superficie di 4500 mq, con gli uffici e la vendita all'ingrosso, mentre a Suffolk si trovano i magazzini, compresi quelli refrigerati, per un totale di altri 9000 mq. La maggior parte della merce sfusa è conservata nelle celle frigorifere, attrezzature sofisticate e di tecnologia innovativa che garantiscono il mantenimento della qualità e della fragranza della frutta a guscio e di quella bio. A proposito della qualità, Community Foods ha un proprio laboratorio interno che verifica la qualità dei propri prodotti.
Community Foods può vantare tra i suoi clienti le 6 più importanti aziende presenti nel segmento alimentare della vendita al dettaglio in Inghilterra, quelle, cioè, che hanno in mano l'80% del mercato. " Il commercio convenzionale è sempre più orientato verso sapori, aromi e colori non artificiali," spiega Moore. "Pretende prodotti naturali ma non sempre è disposto a pagare il prezzo per il biologico".
Gli alimenti certificati biologici rappresentano oggi il 40% dei prodotti commercializzati, mentre fino al 1980 ne rappresentavano la totalità. L'attività, nata alla fine degli anni settanta, attorno all'iniziativa di un gruppo unito come sorta di Comune in uno squat di Londra, puntava a cercare dei cibi genuini e naturali da distribuire in un contesto che ha iniziato ad allargarsi. Ma la difficoltà di reperirli sul mercato e soprattutto l'impossibilità di garantire la qualità bio di alcuni fornitori, ha costretta il gruppo iniziale a desistere e aderire alla "The Good Food Foundation". Lo spirito di questo progetto, diffuso tra operatori in Gran Bretagna, Olanda, Danimarca e Francia, non poteva che essere la promozione e l'approvvigionamento di un'ampia gamma di prodotti bio, commercializzati con il marchio olandese Crazy Jack Holland. Subito dopo, il gruppo inglese ha iniziato a commercializzare con il proprio marchio "Crazy Jack" frutta secca certificata bio come uva sultanina, albicocche, fichi, noci, prevalentemente importate dalla Turchia. Il settore si è poi talmente sviluppato fino a raggiungere le attuali 14.000 tonnellate, in prevalenza frutta secca e noci, disponibili con il marchio "Good Food Foundation" e progetti in India, Africa e Cina. Il marchio ha in catalogo circa 160 prodotti, una quarantina dei quali, secondo il giudizio di Paul Moore: "Vendono molto bene".  Inoltre Community Food è importatore e distributore esclusivo di alcuni marchi come la canadese Nature's Path e la Vitasoy di Hong Kong.          
Una caratteristica interessante di questa azienda così ramificata e con una distribuzione così capillare nel tessuto commerciale inglese è che non dispone di una propria flotta di camion. Non possiede, cioè, nessun veicolo. Le consegne in Gran Bretagna vengono effettuate esclusivamente con trasportatori esterni.
Il passaggio che nel 2006 ha portato la Community Foods nelle mani dei 12.000 agricoltori che rappresentano la Milk Marque non ha avuto conseguenze negative. Nessun licenziamento, anzi, il bilancio ha permesso di investire in nuove attrezzature e finanziare degli aumenti di salario tra gli impiegati.
 

da Bio markt

 

Video

In evidenza

 

Coldiretti: un italiano su tre consuma equo

Quasi un italiano su tre (32 %) consuma almeno qualche volta prodotti alimentari del Comme...

 

Europa. L’orientamento all'acquisto corre su internet

Secondo la EIAA (European Interactive Advertising Association), gli utenti europei di inte...

 

Fertilizzanti. In Italia aumentano i consumi

Dopo un biennio di drastiche riduzioni (nel 2005 si era interrotta la crescita dei fertili...

Registrati