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BIO O NON BIO? UN TEST FAI-DA-TE

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Un programma informatico realizzato da Icea per verificare se gli additivi dei cibi sono compatibili con un prodotto biologico


computer.jpgSi chiama Icea-check food e dice in pochi istanti se gli additivi dell'alimento che stiamo mangiando siano "buoni" o "cattivi". E' un semplice ed efficace programa informatico realizzato da Icea, il principale ente di certificazione del biologico in Italia, che sarà presente con un ampio programma di iniziative a Sana, il salone internazionale del naturale in programma a settembre a Bologna.  

Un semplice test ecologico per verificare anche da casa se gli additivi dei biscotti o del barattolo di marmellata appena acquistato sono compatibili con un prodotto biologico. Arriva Icea-check food, il test ecologico fai-da-te che consentirà di esaminare l'effettiva naturalità di quello che mangiamo. Predisposto inizialmente solo per i cosmetici, il test si estende ora anche al cibo: sarà sufficiente indicare negli appositi spazi del programma informatico scaricabile da internet gli additivi base di un prodotto (acido citrico, pectina, ecc), obbligatori sulla confezione, e premere un tasto per sapere se rientrano nell'elenco delle sostanze consentite dalla certificazione biologica. Icea-check food, realizzato da Icea, il principale organismo italiano per la certificazione del biologico, e da settembre disponibile gratuitamente sul sito www.icea.info, sarà presentato in occasione della prossima edizione di Sana, il salone internazionale del naturale, in programma a Bologna dal 13 al 16 settembre.

Icea-check food valuta gli additivi alimentari inseriti, e li divide in "buoni" e "cattivi". I "buoni", visualizzati in verde, sono quelli eco, che non sono realizzati con procedimenti chimici artificiali, né producono effetti indesiderati sul corpo umano. Fanno cioè parte dell'elenco di sostanze ammesse dai criteri della certificazione bio-food, definiti da Aiab, l'associazione italiana agricoltura biologica, insieme a produttori, centri universitari e consumatori. Tutti gli altri, evidenziati in rosso, sono i "cattivi", che pur essendo a norma di legge, vengono evitati dalle aziende più sensibili alle preferenze dei consumatori. Esiste anche un valore intermedio, il giallo: sono quegli additivi che possono essere considerati bio a seconda se interagiscono con prodotti di origine animale o con prodotti di origine vegetale (l'utente di Icea-check food, infatti, è chiamato a specificare all'inizio quale categoria di prodotto si sta considerando).

"Icea-check food - spiega Alessandro Pulga, direttore di Icea - è uno strumento in più nelle mani dei consumatori. E' una bussola che può aiutare i consumatori ad orientarsi tra i vari prodotti e capire, anche tra quelli sprovvisti di marchio di certificazione biologica, quali si avvicinano di più alla filosofia bio".

10 settembre 2007


 

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