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OGM DI SECONDA GENERAZIONE? NO, GRAZIE

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Gli ogm di seconda generazione mettono in pericolo olio di oliva, vino, pomodoro, arance e fragole


435084579_5cea2c7666.jpgLa Giornata nazionale Mangiasano (26 maggio) promossa dall’associazione ambientalista Verdi Ambiente e Società (VAS), in collaborazione con Coldiretti, Confederazione Italiana Agricoltori (Cia), Anagribios, Anabio, Federconsumatori, Associazione dei Diritti degli Anziani (ADA) vuole essere l’occasione per parlare non solo di sicurezza alimentare, ma anche di un nuovo modello di sviluppo rurale, libero da Ogm e da pesticidi, rispettoso della terra e dell’uomo. Per questo motivo le organizzazioni coinvolte riportano all’attenzione dell’opinione pubblica i Protocolli tecnici per il rilascio nell’ambiente di Ogm, inviati dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali al Ministero dell’Ambiente, il giorno 8 maggio 2007. Qualche giorno prima, quindi, che le aziende biotech, annunciassero la “svolta” e promettessero di investire su “prodotti di seconda generazione”.

“Più che una promessa quella di Assobiotec, è una minaccia”, affermano i responsabili delle organizzazioni, “perché l’agricoltura italiana può crescere solo sulla base di una sua specificità, puntando sulla qualità dei prodotti e sul legame con i territori, sul recupero delle varietà e delle razze autoctone, sulle colture e sulle culture locali che la rendono unica e inimitabile”. “L’intervento di ingegneria genetica sul nostro ulivo, la vite, il pomodoro, la melanzana, la fragola, il ciliegio, gli agrumi, il kiwi, il mais (queste le specie agrarie presenti nei suddetti Protocolli) sarebbe oltre che costoso, estremamente dannoso perché minerebbe alla radice il rapporto di fiducia tra produttori e consumatori, aprirebbe il rischio della contaminazione genetica e non consentirebbe il rispetto del principio di precauzione. Qualsiasi apertura delle istituzioni competenti è incomprensibile, anche perché la differenza tra prima e seconda generazione non esiste, se si parla, come fa Assobiotec, dell’assenza di geni umani e animali nei nuovi prodotti transgenici”.

Gli ambientalisti, gli agricoltori e i consumatori spiegano, infatti, che “gli Ogm presenti sul mercato europeo per uso alimentare sono già privi di geni umani e animali, mentre contengono tratti di Dna di batteri e di virus. L’unica vera differenza, è che ad essere modificati geneticamente non saranno più solo il mais, la soia, il cotone e la colza, ma alcuni dei prodotti principali dell’agricoltura italiana. Solo per fare un esempio, la pasta alla norma dovrebbe contenere, in base ai Protocolli, melanzane, pomodoro e olio di oliva, tutto rigorosamente transgenico. Per non parlare del vino che accompagnerebbe il pasto”. Per ribadire che il nostro ambiente e la nostra agricoltura non hanno bisogno di Ogm, né di prima né di seconda generazione, invitiamo a partecipare ai biomercatini e ai dibattiti pubblici organizzati per la Giornata Nazionale Mangiasano, sabato 26 maggio in oltre 40 piazze italiane.

Pubblichiamo un stratto della dichiarazione di Guido Pollice, Presidente Verdi Ambiente e Società (VAS) Verdi Ambiente e Società (VAS) ha promosso la II edizione della Giornata Nazionale Mangiasano, il 26 maggio in 40 piazze italiane, per aprire una discussione sullo sviluppo rurale. A partire dal 2007, e fino al 2013, l’Italia usufruirà di finanziamenti pubblici per le sue aree rurali: solo dall’Europa saranno resi disponibili 8,3 milioni di euro attraverso i Piani di Sviluppo Rurale (PSR). Senza contare il cofinanziamento statale e regionale. Un’occasione unica e forse irripetibile, di cui si fa carico la società, per investire nella qualità delle produzioni, nella multifunzionalità dell’impresa, per rafforzare il legame con il territorio e con il contesto socio-culturale, per tutelare le risorse naturali e l’ambiente.

Come associazione ambientalista vogliamo contribuire a dare concretezza ai termini indicati dai Piani di Sviluppo Rurale e, coerentemente, denunciamo l’apertura del Ministro dell’Agricoltura rispetto alle richieste avanzate dal settore agrobiotech, perché riteniamo che l’introduzione di Ogm possa inficiare lo sforzo, umano e finanziario, per realizzare un nuovo modello di sviluppo agroecologico. Non esistono in Europa “Ogm incrociati” e “Ogm lineari”, di prima e di seconda generazione, come ha raccontato Assobiotec. Esistono Ogm farmacetici e alimentari, e i primi destano preoccupazioni anche nella patria del biotech, gli Stati Uniti. Proprio in questi giorni è stata approvato uno dei primi prodotti che esprimono una proteina umana, una varietà di riso proposta dall’azienda Ventria Bioscience (California), contenente geni di latte materno. La notizia è arrivata mentre in Italia venivano sequestrate 11.880 confezioni di riso transgenico illegale, proveniente dalla Cina. In Europa, invece, non esistono prodotti transgenici approvati per l’alimentazione, che contengono geni animali o umani. Leggi anche De Castro e gli ogm che non vuole nessuno.

Verdi Ambiente Società, 22 maggio 2007
 

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