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Home Agroalimentare Biologico & Biodinamico PIEMONTE, AGRIBIO E SLOW FOOD SCRIVONO ALLA REGIONE

PIEMONTE, AGRIBIO E SLOW FOOD SCRIVONO ALLA REGIONE

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Una lettera con la proposta di allestimento di cumuli biodinamici nelle aziende

Spett. Presidente,

cumuli_compostaggioLe scriviamo in merito ad un problema che molte aziende agricole hanno con le ASL nella nostra regione ed in Italia in generale. Un problema che in altri paesi europei non si pone affatto, ovvero il divieto de facto e de jure di allestire cumuli biodinamici di compostaggio. Il cumulo per il compostaggio del letame e della sostanza organica secondo i dettami di una buona pratica agricola e dei principi dell'agricoltura biodinamica costituiscono, secondo le stesse ASL, fonti di inquinamento pericolose per il terreno e le falde acquifere.

Da sempre il letame è stato il tesoro dell'agricoltore in quanto fonte di fertilità per il terreno. E da sempre il letame si è fatto maturare attraverso quello che oggi viene chiamato compostaggio o cumulo. Oggi questo modo sano e semplice di far maturare il letame per renderlo pronto alla digestione del terreno, è stato dimenticato dagli agricoltori in generale. E che l'agricoltura del passato fosse più salubre e vitale di quella odierna è sotto gli occhi di tutti: contaminazioni da nitrati, residui di antiparassitari e diserbanti nelle acque di falda, desertificazione dei suoli...

La desertificazione è intesa agronomicamente come la "morte dei suoli" e questa avviene per mancanza di acqua ma prima ancora per la scomparsa di sostanza organica. In completa controtendenza con le pratiche degli ultimi decenni, gli agricoltori biodinamici considerano la sostanza organica e il cumulo uno dei fondamenti dell'agricoltura biodinamica.

Il cumulo biodinamico rappresenta l'ottimizzazione del processo di compostaggio del letame e dei reflui zootecnici. I preparati biodinamici, assolutamente naturali impiegati a dosi omeopatiche hanno la comprovata capacità di accelerare la maturazione del letame in humus. Il cumulo stesso non è un ammasso di letame accatastato ma deve obbligatoriamente avere misure ben precise. Ha larghezza di 2 metri, altezza di 1,80 per una lunghezza variabile in base all'occorrenza. Proprio per la sezione ridotta, il cumulo non concentra massa, si distribuisce bene sul terreno e non crea rischi di inquinamento. La situazione è ben diversa per ammassi di letame di decine di metri cubi che sostano su platee di cemento. In quel caso si crea un ambiente asfittico con fenomeni di putrefazione e marcescenza, produzione di colaticcio, odori sgradevoli e rischi notevoli per l'ambiente. I cumuli biodinamici non hanno nessun impatto negativo sull'ambiente perché il rapido processo di compostaggio impedisce la creazione di colaticcio, di odori molesti o di concentrazione di insetti fastidiosi.

Attualmente le norme e i controlli relativi da parte delle ASL non fanno nessuna distinzione tra le diverse forme di gestione del compostaggio.

L'insieme di queste norme danno luogo di fatto a restrizioni e non senso che impediscono all'agricoltore di svolgere la più elementare e tradizionale pratica di buona agricoltura che è il compostaggio in cumuli per la maturazione della sostanza organica ai fini della fertilizzazione dei campi.

Tutto ciò fa si che, nella quotidianità, il Regolamento di Polizia Rurale imponga senza distinzioni, la costruzione di platee in cemento a tutte le aziende agricole che abbiano un carico di bestiame anche minimo.

Richiediamo che i regolamenti in materia di cementificazione delle aree di stoccaggio delle deiezioni zootecniche siano applicati nel rispetto delle funzioni e delle finalità dell'agricoltura biologica e biodinamica, che l'imposizione della costruzione di platee di cemento e i divieti di stoccaggio di cumuli biodinamici siano rivisti in funzione del riscontro oggettivo dell'assoluta assenza dei rischi paventati in materia ambientale e igienica e che siano predisposti appositi articoli di regolamentazione che non impediscano lo svolgimento dell'attività agricola sul territorio, quando questa si fa garante della sua integrità e ne salvaguarda la ricchezza ecologica.

Richiediamo che la predisposizione del cumulo biodinamico sia consentito quando questi rispetti le dimensioni e le modalità prescritte dai disciplinari di settore, nello specifico le dimensioni della sezione, l'applicazione dei preparati biodinamici e le modalità di allestimento.

Ci rendiamo disponibili ad allestire una prova sperimentale e dimostrativa in collaborazione con i funzionari delle ASL e della polizia rurale di alcuni comuni prescelti sul territorio regionale, al fine di valutare l'impatto ambientale di un cumulo allestito secondo i principi dell'agricoltura biodinamica, con prelievi e monitoraggi per determinarne l'impatto ambientale, la contaminazione e inquinamento delle falde, analisi chimica degli eventuali percolati e microbiologica per determinare la presenza di microrganismi patogeni per la salute umana.

In attesa di un vostro riscontro, porgiamo distinti saluti,

 

Associazione Agri.Bio e Slow Food Italia.


4 maggio 2007

 

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