Fioroni: "Il biologico entri nelle mense". Ma nella cittadina lombarda è già realtà
«Le mense scolastiche dovrebbero fornire agli studenti cibi preparati esclusivamente con prodotti biologici e locali. I ragazzi dovrebbero imparare che la mela non nasce sugli scaffali del supermercato, ma è il frutto del lavoro e della saggezza degli agricoltori». Lo ha detto nei giorni scorsi il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, intervenendo alla presentazione del progetto della Coldiretti «Questa Terra è la mia terra» a Viterbo.Un invito, un suggerimento, che nelle scuole comunali di Brescia è già però una realtà.
Il Comune, che fornisce quotidianamente migliaia di pasti (il loro numero varia a seconda dei rientri pomeridiani) nelle materne e elementari (ora le medie si organizzano in modo autonomo), è già in sintonia con le indicazioni di Fioroni. Lo si legge sul sito dell'Amministrazione comunale che fornisce informazioni sulla qualità del servizio e degli alimenti, con le caratteristiche dei prodotti impiegati nella preparazione dei pasti. Alla luce della rapida evoluzione del settore ristorazione scolastica, diventa cruciale una oculata pianificazione del servizio, il cui efficace strumento attuativo è un capitolato d'appalto di qualità.
Il pasto di buona qualità deve garantire, oltre ad un equilibrato apporto di nutrienti, le necessarie garanzie igieniche e un impiego di alimenti con caratteristiche merceologiche che assicurino uno standard di qualità corrispondente a quanto previsto nel capitolato allegato al contratto stipulato con la ditta appaltatrice.
Gli standard qualitativi indicati nel capitolato prevedono, ad esempio, alcuni requisiti (oltre a quelli di legge): carne fresca e mai congelata; olio extra vergine di oliva; riso «parboiled» che ha maggior tenuta di cottura, maggiore digeribilità, elevato valore nutritivo; formaggio parmigiano reggiano per condire e per ricette; yogurt, formaggi, pomodori pelati senza conservanti; latte intero, di alta qualità o biologico; prosciutto cotto senza polifosfati e caseinati; uova di categoria A extra; frutta e verdura da coltivazione biologica certificata (tre volte alla settimana la frutta, due volte la verdura); legumi (ad eccezione dei piselli) di coltivazione biologica certificata; yogurt biologico; cereali e farina gialla biologici.
Inoltre è stato inserito, con i nuovi appalti, a partire dal 2001, l'utilizzo di ulteriori prodotti biologici, differenziati per tipologia di scuola e per lotto di appartenenza. L'elenco dettagliato dei prodotti è disponibile all'interno dei menù, che vengono periodicamente inviati agli utenti.
La coltivazione di prodotti biologici si basa sulla rotazione delle colture, evitando il ricorso a mezzi chimici di sintesi che vengono sostituiti con concimi naturali e con sistemi di lotta biologica, cioè combattendo gli insetti dannosi per le piante con i loro nemici naturali.
Il Giornale di Brescia, 26 aprile 2007



