“Fonti energetiche e sostenibilità in agricoltura. Opportunità e problemi aperti”. È il nome del workshop organizzato da AIAB, all’interno della fiera “Fa’ la cosa giusta!”, a Milano, domenica 15 aprile, a partire dalle 11.30
L’incontro, realizzato in collaborazione con AIAB Lombardia, metterà a confronto l’agricoltura convenzionale e quella biologica, dal punto di vista energetico. Saranno anche presentate esperienze concrete di risparmio e produzione di energie da parte di aziende agricole biologiche. Da quest’anno AIAB diventa partner nazionale di Terre di Mezzo, tra gli organizzatori della fiera, con l’obbiettivo di diffondere le iniziative future del “Circuito Fa’ la cosa giusta!”.
Interverranno al workshop coordinato da Antonio Corbari di AIAB Lombardia, tra gli altri, Anna Ciaperoni, del Comitato esecutivo federale di AIAB, Nino Andena, Presidente regionale Coldiretti, Mario Lanzi, Presidente regionale Confederazione Italiana Agricoltori, Piero Gattoni, Segretario generale Agroenergia e il produttore agricolo Mauro Lanfranconi, L’incontro sarà un’occasione per ribadire la posizione dell’AIAB su alcune problematiche legate al risparmio energico e all’agricoltura. “Siamo favorevoli allo fonti energetiche rinnovabili, purché l’elemento fondamentale sia davvero il risparmio e l’efficienza energetica – dice Anna Ciaperoni – per questo bisogna sempre considerare il bilancio energetico complessivo: se per il processo di produzione di una fonte energetica rinnovabile serve più energia di quanto se ne produce, noi siamo contrari”.
AIAB, preferendo lo sviluppo dell’energia eolica e soprattutto solare, guarda con molta preoccupazione all’uso di biomasse e agricarburanti (anche detti biocarburanti) per produrre energia. “Per quanto riguarda le biomasse – continua Ciaperoni – siamo favorevoli solo alla produzione derivata da filiera corta: piccoli impianti locali, boschi aziendali impiantati per l’autosufficienza energetica” Discorso simile per le agrienergie: AIAB dice un netto “No” agli agricarburanti basati sulla monocultura intensiva. “Di biologico non hanno proprio nulla. – spiega il presidente di AIAB, Andrea Ferrante - hanno un impatto sociale e ambientale fortissimo. Nei paesi del sud del mondo, come il Brasile, le multinazionali si stanno impossessando dei terreni dei coltivatori locali per convertirli a monocultura per produrre etanolo. Ma la monocultura è l’esatto contrario della biodiversità. E poi, è vero che questi carburanti emettono meno sostanze inquinanti, ma se consideriamo le emissioni dovute alla produzione di pesticidi e concimi chimici, e i loro effetti sull’ambiente, abbiamo un’idea di come la convenienza ambientale probabilmente smetta di esistere”.
Per questo AIAB ritiene indispensabile che qualsiasi fonte di energia “rinnovabile” garantisca un bilancio energetico positivo.
Aiab, 13 aprile 2007



