Gli agricoltori chiariscono la loro posizione all'indomani della presentazione del nuovo piano di sviluppo rurale
La Regione Umbria penalizza le aziende biologiche e non chiarisce quale deve essere il futuro dell'agricoltura in Umbria. Gli agricoltori biologici regionali fanno sentire la loro voce all'indomani della presentazione del nuovo piano di sviluppo rurale e chiariscono la loro posizione. Vincenzo Vizioli, presidente Aiab: «Con questo piano sono in difficoltà tutte le aziende biologiche e molte rischiano di chiudere. Che senso avrà, allora, fare il buon pane di Strettura se il grano, seppur biologico, viene dalla Romania? E la Regione deve anche chiarire cosa intende per competitività: l'olio biologico di Trevi non può essere competitivo, dal punto di vista del prezzo, rispetto a quello della Spagna o del Maghreb. Però l'olio di Trevi ha un valore aggiunto: perchè è la vita della montagna, della gente che ci abita, vuol dire panorama, tutela della biodiversità e del territorio. La Regione deve dirci se considera dei valori, da inserire nel computo economico, anche il panorama, appunto, la didattica che si fa nelle aziende biologiche e, ad esempio, la sperimentazione per i modelli energetici alternativi».
«Ad oggi, ed è per questo che ci troviamo qui - prosegue Vizioli, Presidente Aiab Umbria - la Regione ha approvato il piano di sviluppo rurale che, anzichè essere opportunità, suscita tuttora disappunto e perplessità delle associazioni che rappresentano i produttori biologici (Aiab, Amab, con Emiliano Marini, Pro.Bio, Umbria Biologica) e di tutti gli agricoltori biologici regionali. Soggetti tenuti debitamente a distanza da ogni possibile confronto di idee».
Ora gli agricoltori biologici sono in difficoltà perchè «il tempo perso per l'emanazione del Piano di sviluppo rurale ha innanzitutto rimandato la sua approvazione a Bruxelles e, dunque, lo svincolo dei soldi per il pagamento, ad oltre 300 aziende biologiche umbre, delle misure agroambientali riferite al 2006. Non solo. Queste aziende, che già respirano a fatica per non avere ricevuto il premio del 2006 pur avendo terminato gli impegni del quinquennio, insieme ad altre 1200 del territorio temono anche le prospettive del 2007, di fronte all'assenza di bandi anticipati e alla possibile diretta conseguenza di percepire i finanziamenti di quest'anno non prima del 2008». Il prossimo passo, se non si avranno presto risposte chiare, vedrà scendere gli agricoltori biologici in piazza per una manifestazione contro queste scelte.
Aiab Umbria, 15 marzo 2007



