Commentando il nuovo Ddl sul biologico approvato dal Governo, la Coldiretti chiede l'introduzione del marchio biologico nazionale
"Occorre sostenere il settore con misure di trasparenza, prer rendere riconoscibili le specialità e le garanzie offerte dal Made in Italy, rendendo subito operativo il marchio del biologico italiano e colmare così il ritardo del nostro Paese nei confronti di Francia, Germania, Austria, Belgio, Svizzera, Olanda e Danimarca". E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del disegno di legge sull’agricoltura biologica che ritarda, rimandando ad un ulteriore provvedimento, l’adozione del logo per l’identificazione del prodotto biologico nazionale. Si tratta della novità più attesa dagli imprenditori agricoli e dai consumatori che, secondo un recente sondaggio Coldiretti, in due casi su tre acquisterebbero più alimenti biologici se fossero garantiti da un marchio l’origine Made in Italy dei prodotti in vendita. L’Italia, infatti, con un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell’Unione, conferma la propria leadership nel vecchio continente e aumenta del 12% i terreni coltivati che superano il milione di ettari (1.067.101,66) e del 22% il numero di imprese agricole coinvolte (49.859).
La Gazzetta di Modena, 27 febbraio 2007



