Dopo
la "sbornia" di Biofach torniamo lucidamente sull'argomento, come
l'ubriaco che cerca tastoni di ricostruire i tasselli di una serata
passata in preda all'ebbrezza alcolica.
Partiamo innanzitutto dai
dati ufficiali: dei numeri che confermano la "leadership"
biologica della fiera di Norimberga, una "leadership" che ogni
anno che passa si va consolidando.
Per gli amanti delle statistiche l'edizione 2007 ha fatto registrare un
numero record di visitatori (45.273), circa il 21% in più
rispetto all'anno precedente (37.426). E ancora una volta il Biofach
ha confermato il proprio carattere internazionale, con un 34% di
visitatori totali provenienti dall'estero, e principalmente da
Austria, Italia, Olanda, Polonia, Francia, Svizzera, Gran Bretagna e
Spagna.
Nei quattro giorni di Norimberga vi abbiamo parlato di inaugurazioni, congressi, manifesti ogm, eventi, feste e spesso, a dir la verità, di polemiche che, com'è inevitabile in situazioni del genere, possono scaturire. E di polemiche ce ne sono state per tutti i gusti: chi ha lamentato lo scarsa coordinamento dell'Ice (Istituto per il commercio estero), chi si è rammaricato per non aver sfruttato al meglio questa edizione dedicata all'Italia, chi ha fatto notare l'esigua presenza di tricolori, chi non ha mancato di portare a galla anche in terra tedesca le solite beghe di cortile e chi ha avuto da ridire persino sull'organizzazione della festa di chiusura. In effetti un catering tedesco per una serata italiana non è il massimo, e inoltre la scelta musicale ha riproposto un trito e ritrito stereotipo dell'italiano medio, a uso e consumo dell'avvinazzamento generale... Ma probabilmente ce ne faremo una ragione, e riusciremo a dar di conto di una fiera che, nonostante i problemi, si è dimostrata all'altezza delle aspettative. Ottima dal punto di vista degli scambi commerciali ed eccellente per quello che riguarda la visibilità. Chiunque abbia dato un'occhiata agli stand può confermare, infatti, questa impressione, confortata anche dai numeri che vi abbiamo presentato sopra.
E non è certo da poco riuscire a catalizzare l'attenzione sui prodotti di qualità - e quindi spesso e volentieri sull'Italia - una cosa che al Biofach riesce particolarmente bene. E' stato evidente per tutto il corso della fiera, a partire dalla presentazione, con la "mattanza" di Petrini e con l'assegnazione del premio "Sales Hit of the year", riservato ai prodotti di maggior successo lanciati nel corso dell'anno sul mercato e che ha visto ben due prodotti su cinque firmati Italia. Altri segnali positivi sono stati lanciati dalla nuova organizzazione della fiera di Sana, presente anch'essa al Biofach, e che, dopo le deludenti edizioni degli ultimi anni, ha evidentemente bisogno di una ripartenza che le permetta di competere seriamente a livello internazionale. Sembra che sia questa l'intenzione di Bologna Fiere e ce lo auguriamo con cuore perché l'Italia del biologico ha un bisogno impellente di un rilancio in questo senso.
Ultima,
ma non per questo meno importante, la piacevole coincidenza di un
nuovo decreto legge sul biologico presentato proprio in coincidenza
del Biofach. "Il Decreto esce in tempi abbastanza rapidi
nell'ambito di questa legislatura, considerando che è dal 2003
che lo stiamo aspettando" dice Paolo Carnemolla, presidente di
Federbio. "E' estremamente positivo il fatto che il Governo stia
proponendo al Parlamento una Legge Quadro, che prevede un assetto
completamente nuovo per ciò che concerne la normativa di
settore. Ci sono alcune cose che riteniamo debbano essere modificate,
come l'assenza di un Osservatorio
di settore e di una normativa relativa ai prodotti corroboranti da
utilizzare sulle piante, ma nel complesso condividiamo i punti
toccati dal Decreto. Dipenderà ora dal Parlamento lo sviluppo
di questa vicenda". E naturalmente in un momento come questo, con
una crisi di Governo in corso, è inevitabile che si faccia un
pensiero ai rischi che stiamo correndo. "Nel nostro piccolo
auspichiamo che la crisi si risolva rapidamente - ha aggiunto
Carnemolla - e che il Governo ottenga la fiducia". E' evidente
infatti, che di fronte a problemi tanti gravi il biologico diventi
una questione minore, ma rientra comunque nel quadro di una serie di
interventi che la nuova legislatura stava portando avanti e che le
"beghe di cortile" - stavolta non del bio, ma della politica
italiana in genere - non possono certo permettersi di mettere in
discussione, visto che per questo motivo, i nostri rappresentanti,
sono stati eletti, e per questo si devono impegnare a lavorare. Non
intendiamo certo metterci a parlare di questioni politiche più
grandi di noi, ma tanto per tornare al nostro piccolo, sarebbe
veramente assurdo, dopo un Biofach di questa portata, corroborato
dall'uscita di un Decreto legge sul bio che tutti aspettavano da
tempo, ritrovarsi con le mani in mano a girarsi i pollici e a
pensare:
"Ce l'avevamo fatta. Sì, ce l'avevamo quasi
fatta...".
* L'immagine di accompagnamento a questa notizia è stata ripresa dal sito www.robertomangosi.com a cui va il nostro ringraziamento.



