E’ tempo di resoconti per il Biofach di Norimberga, che si avvia lentamente verso la conclusione.
Una manifestazione, quella di quest’anno, da cui ci si aspettava molto e che, se da una parte ha confermato le aspettative legate al ruolo di primo piano dell’Italia, dall’altra ha lasciato scontenti molti operatori, proprio per l’incapacita’ del nostro comparto di presentarsi compatto in occasione di un evento cosi’ importante. «Questa edizione del Biofach» ci ha detto Paolo Carnemolla, presidente di Federbio «si e’ dimostrata per l’ennesima volta la migliore vetrina al mondo per il biologico, anche se e’ giusto muovere alcune critiche nei confronti della parte istituzionale, che si e’ rivelata estremamente deludente. E’ mancato infatti, il giusto coordinamento tra il Ministero delle politiche agricole e forestali (Mipaf), l’Istituto per il commercio estero (Ice) e le Regioni, che non sono state in grado di proporre uno spazio espositivo organico, che desse il senso di un’Italia come sistema Paese. Allo stesso modo si e’ rivelato deludente anche il calendario degli appuntamenti dove e’ mancato il collegamento per presentare un programma di eventi da cui l’Italia del bio uscisse valorizzata».
Dello stesso parere sono stati molti operatori del settore da cui abbiamo tratto qualche breve impressione. «Mi sarebbe piaciuto vedere un padiglione tutto italiano» dice Nicola Saluzzi, responsabile di Guida Verde Naturale «e magari degli eventi maggiormente articolati fra di loro. Per questo mi sento di muovere una critica all’Ice per cio’ che concerne l’organizzazione generale. Un aspetto positivo che voglio invece sottolineare e’ sicuramente la presenza del Sottosegretario di Stato del Mipaf, Stefano Boco, che si e’ dimostrato particolarmente sensibile alla questione della tolleranza zero nei confronti degli ogm».
Secondo Paolo Pesce, responsabile dell’Ice per il settore agro-alimentare, «bisogna pero’ sfruttare la visibilita’ che un’edizione come quella di quest’anno ci ha concesso, per lavorare guardando seriamente al 2008. Penso, ad esempio, ai rapporti commerciali tra due paesi come l’Italia e la Germania, che possono essere totalmente complementari per quello che riguarda i prodotti alimentari bio. Da una parte la Germania, grazie a una seria politica di incentivazioni portata avanti nella passata legislatura, rappresenta il primo mercato di consumo in Europa, mentre l’Italia e’ il primo produttore; una potenziale complementarita’ che dobbiamo fare in modo di trasformare in realta’, e che riguarda anche la tipologia di prodotti che questi due paesi commercializzano. L’Italia infatti, produce principalmente ortofrutta, pasta e pomodoro mentre la Germania e’ maggiormente specializzata nella produzione di carni e latticini».
Nel frattempo proprio ieri il Consiglio dei Ministri italiano ha approvato un Ddl sul biologico che lo stesso Carnemolla ha commentato positivamente. «E’ l’ennesima conferma della serieta’ del ministro De Castro che, come promesso, ha rispettato gli impegni presi. Il nuovo decreto prevede tra l’altro una cabina di regia che permetterà di intervenire concretamente proprio dove si e’ fallito in questa edizione del Biofach». E forse e’ una lieta coincidenza il fatto che il Ddl sia stato approvato proprio in questi giorni. Una coincidenza che, auspicando una lesta approvazione anche da parte del Parlamento, dovrebbe permettere al mondo del biologico italiano di gestire al meglio i 30 milioni di finanziamenti ricevuti dal governo e di presentarsi alla prossima edizione del Biofach piu’ preparati e in grado di fare una seria promozione di carattere nazionale.



