Difficoltà di comunicare. Così definirei la complicata situazione che attanaglia il rapporto tra il biologico e le istituzioni.
E una settimana come quella appena
conclusa ci dà chiari segnali in merito. Segnali che possono
essere decifrati sia analizzando la questione dal punto di vista
internazionale, vedi Inghilterra, sia dal punto di vista nazionale, e
addirittura regionale, come nel caso delle Marche. Già, perché
le contraddizioni più difficili da comprendere sono proprio
quelle che vedono da una parte un settore in fermento, che lavora,
che si industria per fare meglio e che si mobilita compatto quando si
sente attaccato, mentre dall'altra le risposte che tanto si attendono
da parte delle istituzioni tardano ad arrivare, se non in alcuni casi
sono addirittura negative.
Succede nelle Marche, dove, il via libera dell'Ue al Piano Strategico Nazionale, si scontra subito con la decisione di Amab, Terra Sana Marche e Aiab di scendere in piazza per manifestare contro la cattiva gestione del vecchio piano di sviluppo rurale e per la poco condivisibile impostazione del nuovo, dimostrando che quando si vuole è possibile superare le frequenti divisioni che affliggono il mondo dell'agricoltura biologica. E succede anche in Gran Bretagna dove a un'evidente crescita del biologico, risponde solamente una sterile e puerile polemica, sia istituzionale che mediatica, capeggiata dall'Economist, sull'efficacia dell'agricoltura biologica e sulla sua reale portata ambientale nonché per ciò che concerne la salute dell'individuo.
Ma evidentemente i segnali positivi non bastano perché qualcuno decida di muoversi. Non basta sapere che, nonostante gli sforzi delle multinazionali biotech, gli ogm perdono terreno giorno dopo giorno, non basta sapere che i consumatori sono sempre più attenti alla qualità dei prodotti che acquistano, e non basta neanche questo inverno anomalo dal punto di vista climatico a convincere le istituzioni che una scelta orientata verso un'agricoltura, ma non solo, svincolata dai legami con il petrolio è l'unica soluzione che ci resta per porre rimedio a questa situazione.
Naturalmente i segnali positivi non mancano di confortarci e, aggrapparsi alle buone nuove della settimana, è sicuramente l'antidoto migliore contro la depressione che tali riflessioni possono causare. Fa estremamente piacere quindi, appuntare sul taccuino la modifica del regolamento Ue n. 2092/91 sul metodo di produzione biologica oppure, a livello regionale, le decisioni prese dalla Regione Sardegna in merito alla promozione dell'agricoltura biologica, come fa ben sperare, ad esempio, la situazione in Valle D'Aosta, dove le aziende del settore stanno facendo registrare un vero e proprio boom di crescita .
E tra le notizie antidepressive
vogliamo sicuramente annoverare anche il rinnovo del nostro portale.
Infatti dopo le prime due settimane di intenso lavoro, per mettere in
rete la nuova veste grafica e alcuni nuovi servizi, ci piace fare il
punto della situazione, per vedere come sta andando, come potrà
andare, e quali sorprese vi aspettano dietro l'angolo. Sicuramente il
bilancio di queste prime due settimane di lavoro è
estremamente positivo, anche a giudicare dai complimenti che ci sono
giunti in redazione. Abbiamo chiuso un 2006 estremamente gratificante
dal punto di vista numerico con oltre 16 milioni di pagine visitate e
757 mila visitatori diversi, con una netta predominanza di marca
italiana, ma con una buona partecipazione anche dagli altri paesi
dell'Unione Europea, primi fra tutti la Svizzera, la Germania, la
Francia, l'Olanda e l'Inghilterra. Un ringraziamento particolare poi,
lo vogliamo volgere ai nostri lettori provenienti dalle Cocos
Islands, che anche quest'anno con circa 20 mila pagine hanno
contribuito alla diffusione "planetaria" di Greenplanet.net.
Sicuramente è ancora presto per parlare dei numeri del nuovo anno, ma ci gratifica ampiamente il fatto che dall'11 gennaio ad oggi i motori di ricerca hanno ripreso a indicizzare Greenplanet.net con molta efficacia e in soli dieci giorni abbiamo fatto registrare quasi 200 mila pagine visitate e circa 15 mila visitatori diversi, a dimostrazione che il nostro lavoro è stato già in parte premiato e sta riscuotendo il vostro consenso. Quindi se da una parte avevo iniziato questo editoriale parlando della difficoltà di comunicare, sotto questo aspetto, invece, il nostro portale sta facendo di tutto per accorciare le distanze, almeno con i propri utenti e con le aziende del settore. In questo impegno rientra la possibilità, assolutamente nuova, di registrarsi al portale e di usufruire di una serie di servizi, primo fra tutti la possibilità di commentare le notizie e inoltre di usufruire dello spazio "Italia del Bio " attraverso il quale, previa registrazione, è possibile inserire i dati della propria azienda, il logo, una breve descrizione e tutta una serie di informazioni utili alla vostra visibilità, con la possibilità di pagare sia attraverso bonifico bancario o più comodamente con l'ormai accreditato sistema Paypal. Naturalmente vi aggiorneremo di settimana in settimana sui nuovi servizi che volta per volta attiveremo e che, grazie all'utilizzo delle nuove tecnologie che il nuovo sistema offre, ci permetterà di stabilire una nuova sinergia sia con i lettori che con le aziende, affinché la nostra capacità di comunicare sia sempre più immediata e vantaggiosa per tutti.
Per ora il Bollettino Bio non ha subito grosse modifiche, ma stiamo lavorando anche alla realizzazione di una nuova versione della nostra newsletter sempre più dinamica e al passo coi tempi. Quindi rimanete sintonizzati perché le sorprese, nelle prossime settimane, non mancheranno certamente.
EA



