La Nestlè di Taiwan ha respinto le accuse, sostenendo che i livelli di sostanza tossica riscontrati nei propri prodotti sarebbero molto lievi e dovuti all'ambiente circostante e non ad una contaminazione in fase di produzione.
I prodotti, fabbricati in Cina e commercializzati sotto i marchi Nestlè e Klim, sono stati momentaneamente rimossi dal mercato, ma Taiwan resta preoccupata.
Il 10% del suo latte in polvere proviene infatti dalla Cina e tre bambini e una donna taiwanese hanno avuto problemi ai reni dopo l'assunzione di prodotti cinesi contenenti latte.
È di oggi la notizia, riportata dall'Ansa, che il Consiglio per l'Agricoltura di Taiwan ha adottato misure più severe per l'importazione nell'isola di piante, cibo e animali.



