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ZAIA, RIPOSIZIONARE L'ITALIA NELLA UE

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Nel suo intervento all'assemblea di Confagricoltura, il ministro delle Politiche Agricole sottolinea che l'Europa ha fallito la sua programmazione e che da oggi “sarebbe necessario iniziare la rinazionalizzazione delle risorse”. A proposito del health check della Pac, precisa di non condividere la proposta sulla modulazione. zaia-luca.jpg"Dobbiamo riportare al centro la produzione agricola. L'Europa ha fallito la programmazione. Ha quasi sempre ragionato sulle eccedenze e oggi invece ci troviamo nella penuria di prodotti agricoli. Mancano due milioni di tonnellate di latte, cinque mila tonnellate di carne, mancano cerali e i prezzi alimentari sono sempre più alti. Forse, dobbiamo incominciare una 'rinazionalizzazione' delle risorse da dare ai cittadini, ai produttori e ai consumatori".

Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia è intervenuto il 26 giugno all'assemblea annuale di Confagricoltura. "Abbiamo davanti a noi un periodo complesso - ha spiegato - dobbiamo affrontare la trattativa con l'Europa sapendo che se non arrivano risposte reali a problemi reali i patti saltano e le nazioni allora potrebbero dover reintervenire". "Stiamo riposizionando lo Stato membro Italia nella negoziazione europea e non è facile - ha detto il Ministro -. Sulla pesca abbiamo dato un segnale forte: da Venezia Sette Stati membri hanno detto alla Commissione che siamo in grado di organizzare una minoranza di blocco".

La burocrazia è nemica dell'agricoltura. "Sburocratizzare è uno dei grandi obiettivi di questo governo - ha sottolineato Zaia - e sarà al primo punto dell' health check. Oggi è necessario ricominciare a parlare di razionalizzazione davanti a coloro che pensano che le burocrazie europee possono diventare 'Il padrone del vapore". Poi ha aggiunto: "Non condivido la proposta della Commissione sulla modulazione. Noi siamo per il mercato, siamo contro il passaggio al secondo pilastro che, ancora una volta, porterebbe l'impresa agricola ad essere marginale rispetto all'agricoltura.

Diciamo alla Commissione che sarà indispensabile arrivare in Europa alla codecisione tra Commissione e Consiglio". Il Ministro è stato duro sul negoziato Wto: "Nasce come occasione per fare accordi multilaterali - ha spiegato - ma muove su un accordo unilaterale inaccettabile. L'Italia si sta rimettendo. Prova ne sia il fatto che abbiamo messo in atto una lotta per fare uscire molte produzioni agricole dalla lista dei prodotti tropicali, i pomodori, il riso, gli agrumi.
Se questa è la partita - ha concluso - per quanto mi riguarda gli accordi Wto non si chiuderanno mai".

Da Mipaaf
 

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