Greenplanet.net - organic food & natural lifestyle

Tuesday
Dec 02nd
Home Agroalimentare Altre notizie ORIZZONTI STUDIARE DA "AGRICOLTORE BIOLOGICO E SOCIALE"

ORIZZONTI STUDIARE DA "AGRICOLTORE BIOLOGICO E SOCIALE"

E-mail Stampa PDF
Al via il progetto ''ReMi'' della Comunità di Capodarco finanziato con i fondi della Regione Lazio, del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e dell'Unione Europea Studiare da agricoltore sociale ora si può. Le fattorie sociali e l'agricoltura biologica escono infatti dagli steccati e si propongono al grande pubblico. Queste esperienze non vogliono cioè rimanere buone pratiche di nicchia, ma vogliono tentare di parlare e influenzare tutta società. È questo uno degli obiettivi del progetto ReMi, che parte in questi giorni e si concluderà in ottobre nel Lazio per lo sviluppo delle fattorie sociali e del turismo sociale. Saranno organizzati corsi di formazione e sarà avviato un nuovo portale Internet per mettere in rete tutte le realtà regionali e nazionali che si occupano di agricoltura sociale. Capofila del progetto la Comunità di Capodarco di Roma. Nella sede di Capodarco sarà aperto il primo "sportello" delle fattorie sociali, che uniscono l'agricoltura biologica ai problemi di inclusione delle persone più deboli. Moltissime le associazioni e le realtà già coinvolte sia per le fattorie sociali, che per il turismo sociale. Tra queste nomi molto noti e nomi meno noti. Citiamo solo alcuni dei nomi: Acliterra, Agci Lazio, Aiab, Alpa, Cia Lazio, Cnca Lazio, Dear, Donne e politiche famigliari, la Fao, la Rete delle fattorie sociali, Spes. Per il turismo sociali sono già coinvolte Consorzio Integra, Consorzio Tiresia, Donna Tc, varie cooperative. Per le fattorie sociali, oltre la capofila Cooperativa Agricola di Capodarco della Comunità di Capodarco, sono coinvolte Agrya Srl, Consorzio Alberto Bastiani

«Con questo progetto - ci spiega Teresa Bernardini, responsabile progettazione di Netform - vogliamo prima di tutto mettere in collegamento soggetti diversi che operano nello stesso campo. Sono ormai moltissime le esperienze di agricoltura sociale anche qui nel Lazio. Mancava però un collante, un network che le mettesse appunto in rete. Inoltre abbiamo intenzione di sviluppare sia il turismo sociale, sia una nuova ruralità che coinvolga soprattutto le fasce più deboli». I referenti del progetto sono infatti i giovani che non trovano lavoro, le persone anziane che sono ormai considerate troppo grandi per il mercato del lavoro tradizionale (e si tratta in questo caso soprattutto di donne visto che l'80% delle persone che parteciperanno è composto proprio di donne). Ci saranno anche le persone disabili, che nelle esperienze di agricoltura sociale hanno la possibilità di inserirsi come gli altri nel ciclo produttivo. «Vorrei anche sottolineare l'importanza dello sportello che apriamo - ha sottolineato Teresa Bernardini - si tratta di una nuova esperienza di comunicazione e informazione diretta perché lo sportello sarà on-line e dal vivo a Capodarco». Bernardini spiega inoltre che la formazione è la parte centrale, la parte qualificante del progetto ReMi. «Il nostro sogno - dice - è quello di arrivare prima o poi a varare il bollino agrisociale. Sarebbe per l'Italia una novità assoluta. Intanto puntiamo a far crescere al massimo la formazione e la qualificazione degli operatori del settore».

Anche Carlo De Angelis, responsabile del progetto per Capodarco, mette l'accento sulla qualificazione e la formazione. Per le fattorie sociali ci saranno 400 ore di formazione all'interno del progetto ReMi. «Ci sarà teoria, ma anche molta pratica. Il nostro concetto di nuova ruralità si basa sulla possibilità di estendere queste esperienze anche a realtà che finora non sono state interessate - dice ancora De Angelis - finora sono state coinvolte soprattutto le cooperative sociali. Ora cercheremo di rivolgerci a tutti coloro che vogliono cominciare a lavorare nel mondo dell'agricoltura. Per questo aprirà lo sportello dell'agricoltore sociale».

Per maggiori informazioni sul progetto e in generale sulla realtà delle fattorie sociali si può visitare il sito www.netform.net, dove si parla molto anche di turismo sociale.

RomaSette.it


 

Video

In evidenza

 

Il regalo alimentare è il più apprezzato

Secondo Coldiretti il regalo enogastronomico è quello che si presta meno ad un possibile ...

 

Per SlowFood le migliori mense scolastiche sono a Livorno

Secondo un'indagine svolta prendendo in esame cinquanta Comuni italiani durante l'anno 200...

 

Coldiretti: un italiano su tre consuma equo

Quasi un italiano su tre (32 %) consuma almeno qualche volta prodotti alimentari del Comme...

Registrati