L'agricoltura dell'Emilia Romagna potrebbe produrre
130 milioni di kg di grano in piu', pari a 97 milioni e 500 mila kg di
farina che potrebbe essere trasformata in oltre 112 milioni di kg di
pane, basterebbe tornare a coltivare gli oltre 21 mila ettari di
terreno messi a riposo (set aside). E' quanto emerso al convegno
ferrarese ''Obiettivo 2013 - Come sta la Pac?'' promosso dalla
Coldiretti dell'Emilia-Romagna per valutare lo stato di salute dalla
Politica agricola comunitaria alla luce delle proposte della
Commissione Ue, presentate il 20 maggio scorso. Al convegno, Coldiretti ha sottolineato che ''le proposte di Bruxelles sono una buona base di partenza su cui negoziare per cogliere le opportunita' offerte dall'agricoltura europea di fronte all'emergenza cibo a livello globale''. I principi sostenuti dalla Commissione, secondo Coldiretti, ''sono coerenti rispetto all'esigenza di garantire un' adeguata offerta di prodotti, la sicurezza alimentare e la tutela dell'ambiente''.
Oltre alla maggiore offerta alimentare, le proposte della Commissione potrebbero contribuire a destinare dai 13 ai 33 milioni di euro dell'Unione Europea (che potrebbero raddoppiare con il cofinanziamento nazionale) a investimenti per il Piano di Sviluppo rurale per ammodernare le aziende agricole con interventi per le strutture, per il primo insediamento, per l'agroambiente e la sicurezza alimentare. Con la messa a punto delle proposte della Commissione - ricorda Coldiretti - ''verrebbero liberate risorse da investire in settori quali l'agricoltura biologica e integrata, i prodotti tipici e gli alimenti no-ogm. Mentre sul fronte ambientale gli investimenti di queste risorse potrebbero rafforzare la salvaguardia della falde acquifere, il risparmio idrico, interventi di manutenzione ambientale e lo sviluppo di fonti energetiche alternative al petrolio e rispettose dell'ambiente''. L'assessore regionale all'agricoltura, Tiberio Rabboni ha sostenuto che ''di fronte a cambiamenti epocali, come la crescita della domanda di generi alimentari l'agricoltura europea e' chiama a dare una risposta con investimenti produttivi e preparandosi ad affrontare un mercato sempre piu' competitivo e liberalizzato''.
Quotidiano.net



