Super bio! Nel 2018 in Italia i consumi sfiorano i 2,5 miliardi di euro

A confermare le sensazioni che raccontano di un comparto in salute e in continua evoluzione, suscitate prepotentemente dalla trepidante attesa del settore dell’apertura del Sana (Bologna, 6-9 settembre 2019), arrivano puntuali i dati SINAB – Mipaaft e Nielsen e ulteriormente avvalorati da ISMEA

Una tendenza importante, che ha portato in 10 anni a raddoppiare il numero di aziende di produzione e di trasformazione di prodotti biologici e a incrementare del 60% gli ettari dedicati.

Con 80.000 aziende (+4% rispetto al 2017) tra produttori, preparatori e importatori l’Italia conquista ancora una volta il podio in Europa per numero di operatori coinvolti. Allo stesso tempo i suoi 2 milioni di ettari di superficie investita (+3% rispetto al 2017) coprono oltre il 15% della Superficie agricola nazionale (SAU), posizionando il nostro Paese molto al di sopra della media UE (che nel 2017 si attestava al 7,0%).

La produzione di alimenti e bevande bio si concentra maggiormente al Sud Italia con Sicilia, Puglia Calabria a vantare le maggiori estensioni e aziende, seppure molte regioni del Nord stiano crescendo a doppia cifra.

Una crescita incoraggiata da un nuovo record in termini di acquisti di alimenti e bevande bio (dati Nielsen). Proseguendo una curva che dal 2013 a oggi senza soluzione di continuità è cresciuta del 102%, nel 2018, spiega Ismea, la spesa per i prodotti alimentari biologici ha sfiorato i 2,5 miliardi di euro, raggiungendo una quota del 3% sul valore complessivo dell’agroalimentare. Anche i primi 6 mesi del 2019 indicano una ulteriore crescita degli acquisti nel canale domestico del +1,5%, nonostante la condizioni meteo avverse abbiamo limitato l’offerta di molte produzioni.

A trainare le vendite la GDO, con un +5,5%, che negli ultimi 10 anni ha visto aumentare le vendite di prodotti agroalimentari bio del 217%. Grazie ad un ampio assortimento dell’offerta e a prezzi competitivi il canale moderno ha avvicinato il bio a nuove e ampie fasce di consumatori, di fatto traghettando il comparto fuori dalla dimensione di nicchia delle origini, per trasformarlo in uno stile di vita ampiamente diffuso e consolidato nelle abitudini alimentari delle famiglie italiane. Uno sviluppo acquisito a scapito dalle perdita di appeal dei negozi tradizionali (-7%) mentre risulta significativa anche la crescita del bio nei Discount (+20,7%).

Sotto il profilo commerciale, infine, lo scorso anno le importazioni da Paesi terzi di prodotti bio hanno registrato una flessione complessiva del 10% dei volumi in entrata. Tale frenata è da attribuire principalmente alla categoria dei prodotti industriali, che hanno mostrato un calo del 50% rispetto al 2017. Continua invece la crescita delle importazioni di cereali e di ortaggi e legumi, rispettivamente del 14% e 11%.